
Il pane capovolto a tavola è oggi considerato, soprattutto dai più anziani, un atto di maleducazione, un gesto che può “portare male”.
Per capirne il significato è necessario risalire all’inizio del XV secolo.
In quel tempo il re di Francia, Carlo VII, aveva sancito una tassa in natura a favore del boia.
Il pane destinato dai panettieri a questo personaggio non piacevole veniva posto sul bancone rovesciato, al fine di renderne ben evidente la destinazione.
“Il pane è il cibo per eccellenza, qualcosa che è dovuto a tutti e vederlo in sogno, mangiarlo, spezzarlo con le mani, offrirlo ad altri, è indice di necessità soddisfatte, di sicurezza, di speranza, di generosità”… Leggi il seguito dell’articolo di Marni, guida di Sogni!

Anna Russo








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