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Giacomo Leopardi e le uova sode di Pasqua

Giacomo Leopardi era molto affezionato alle uova sode del giorno di Pasqua, tradizione antichissima e ben radicata nella sua regione.

Il 17 marzo 1826 Giacomo Leopardi scrive alla sorella Paolina:

Salutami il curato e Don Vincenzo,
e dà loro a mio nome la buona Pasqua,
che io passerò senza uovi tosti,
senza crescia,
senza un segno di solennità. (Epist., IV, 67).

Il 31 marzo 1828 scrive:

A proposito di Pasqua,
vi raccomando quelle povere uova toste,
che non le strapazziate quest’anno:
mangiatevele senza farle patire,
e non siano tante.” (Epist., V, 11).

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