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La società bulimica

La società bulimica: interpretazione del disagio espresso dai disturbi del comportamento alimentare quale manifestazione delle contraddizioni presenti nell'attuale contesto socio-culturale.

Per comprendere un fenomeno
occorre anche “porsi in ascolto”,
immergersi nella realtà sociale
in modo “empatico” e “non confermativo”.
Luisa Stagi

La società bulimica di Luisa Stagi, Dottoressa di ricerca in Sociologia e Metodologia della ricerca sociale, a cura di Massimiliano Di Massa, sociologo, edito da Franco Angeli (MI), è un testo che interpreta il disagio espresso dai disturbi del comportamento alimentare quale manifestazione delle profonde contraddizioni presenti nell’attuale contesto socio-culturale.

Nelle società opulente il rapporto con il cibo è estremamente contraddittorio: l’edonismo dilagante impone di trarre dagli alimenti il massimo godimento evitandone, però, l’impatto negativo sul corpo, emblema sia della progettualità individuale sia dell’identità sociale.

Il cibo diventa consumo, più che nutrimento ed il corpo diviene, parallelamente, contenuto, piuttosto che contenitore, dell’identità.

La contraddizione a livello individuale tra autocontrollo e consumo, tra diete restrittive e ricerca di godimento nelle vivande, tra corpo come costruzione e destino, è metafora di una società dell’incertezza in cui, all’apparente esplosione delle opportunità, corrisponde l’incapacità di selezionare mete dotate di senso.

La dimensione sociale (macro) provoca patologie a livello individuale (micro) in presenza di determinate condizioni psicologico-cognitive preesistenti.

“I disturbi del comportamento alimentare colpiscono soprattutto le giovani donne occidentali”: partendo da tale constatazione, vengono affrontate le questioni dell’ identità femminile ed esaminate le caratteristiche ed i processi rilevanti per la sua costruzione, al fine di analizzarne i problemi, le eventuali contraddizioni e gli squilibri in termini di potere.

Negli ultimi decenni il prototipo di donna ideale si è spostato verso l’esaltazione della magrezza e dell’altezza mentre, contemporaneamente, l’alimentazione si è arricchita in grassi.

La sensazione di inadeguatezza provocata dalla discrepanza tra la costituzione biotipologica individuale e i modelli propagandati dai mass media causa una serie di effetti deleteri culminanti nell’assoggettamento all’etica della magrezza.

In un tale contesto teorico di matrice socio-culturale, i DCA vengono interpretati some sindromi culturali, disturbi etnici, espressioni psicopatologiche di una complessa interazione multifattoriale.

Il testo è articolato nella seguente struttura:

Introduzione

Una sindrome culturale (Lo scenario di un’epidemia sociale; Disturbo etnico, psicopatologia e sindrome culturale: diversi termini, un solo concetto).

L’identità e il genere (Il genere; Tra etica delle responsabilità collettive ed etica delle libertà individuali; Il policentrismo dell’identità femminile; Il controllo e il potere; La costruzione sociale delle disuguaglianze; Il genere tra dimensioni biologiche e sociali).

Il corpo, metafora post moderna (Il corpo ai tempi della globalizzazione; Il rapporto tra il corpo e la società; Il corpo tra natura e cultura; Foucault: corpo, potere e sapere; Il corpo come testo della femminilità; Il ruolo dei media; Dal corpo snello al corpo anoressico).

I significati del cibo (I diversi approcci all’analisi del cibo; Cibo e soggettività; Il cibo come consumo; il cibo come distinzione; il cibo e la famiglia; L’astensione dal cibo).

I disturbi del comportamento alimentare (Definizione dei DCA (disturbi del comportamento alimentare); L’anoressia nervosa; La bulimia nervosa; Il Binge Eating Disorder o Disturbo da Alimentazione incontrollata; Alcune teorie sui disturbi alimentari; La situazione in Italia e in Liguria).

Elementi per una teoria sociologica dei disturbi del comportamento alimentare (Un’interpretazione sociologico-femminista; L’approccio multifattoriale; Riflessioni conclusive: la società bulimica).

Allegato: Schede riassuntive dei criteri diagnostici.

Postfazione

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