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Il turismo enogastronomico

Il turismo enogastronomico sta diventando un fenomeno di massa e di successo, riscuotente sempre maggiori consensi ed attenzioni da parte di un pubblico entusiasta.

L’Italia è terra di

giacimenti culturali

enogastronomici.

Davide Paolini

Il turismo enogastronomico sta diventando un fenomeno di massa e di successo, riscuotente sempre maggiori consensi ed attenzioni da parte di un pubblico entusiasta.

Le scelte della maggior parte della gente e i nuovi consistenti flussi turistici sono sempre più determinati dal cosiddetto turismo enogastronomico, definizione più completa rispetto a quella originaria di enoturismo e di agriturismo.

L’enoturismo è legato alle strade del vino e alla visita alle cantine.

L’agriturismo viene inteso come una particolare filosofia di vita di tipo elitario.

Il turismo enogastronomico attualmente rappresenta la marcia in più degli scenari turistici del futuro prossimo e remoto.

Lo dimostrano le statistiche di partecipazione a saloni, workshop, borse, fiere che hanno aderito a questo nuovo filone e che si moltiplicano ovunque.

Le preparazioni culinarie e i vini tradizionali, sedimentati nella civiltà italiana del mangiare e del bere attraverso secolari rielaborazioni, diventano protagonisti principali dell’appropriarsi delle fragranze, degli odori, dei sapori sani e genuini, in grado di costituire motivazione primaria di un viaggio.

Una recente indagine mirata ha rivelato che l’Italia è conosciuta:

da oltre il 10% della popolazione mondiale per il cibo;
dal 4% per il vino, che rappresenta un legante anche per gli altri prodotti alimentari tipici e di qualità ed è più facilmente veicolabile come messaggio legato ad un’ immagine di moderata trasgressione, abbinante vacanza e piacere.
Il cibo è cultura: la degustazione di un ottimo vino o di un saporito piatto tipico rappresenta una chiave sicura per entrare in contatto con un territorio, per conoscerne il patrimonio storico e artistico, per capirne le tradizioni.

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