
Io conobbi cinerei saloni,
gallerie abitate dalla luna,
hangars crudeli che si accomiatavano,
domande che insistevan sull’arena.
Tutto era vuoto, morto e muto,
caduto, abbandonato e decaduto,
tutto era inalienabilmente estraneo,
tutto era degli altri e di nessuno,
finché la tua bellezza e povertà
empirono l’autunno di regali.
Pablo Neruda

Anna Russo








