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Mozzarella di Bufala Campana Dop: export in crescita

Nel 2003 la produzione di Mozzarella di Bufala Campana Dop dichiarata al consorzio si conferma in aumento, con un tasso di crescita del 6% sul 2002.

 

 

 

 

 

 

La mozzarella si conferma nel 2003

il quinto formaggio DOP

italiano per volumi prodotti,

dopo Grana Padano,

Parmigiano Reggiano,

Gorgonzola

e Pecorino Romano.

Assolatte

 

Nel 2003 la produzione di Mozzarella di Bufala campana Dop dichiarata al consorzio si conferma in aumento, con un tasso di crescita del 6% sul 2002, rasentando i 28, 3 milioni di chilogrammi.

 

Si inchioda invece il fatturato dei soci sullo stesso valore del 2002 (270 milioni di euro), mentre la quota dell’export, che si attesta al 16% della quantità prodotta, raggiunge un livello mai prima toccato, e batte il record messo a segno nel 2002 (14%).

 

La mozzarella – secondo dati Assolatte – si conferma nel 2003 il quinto formaggio DOP italiano per volumi prodotti, dopo Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola e Pecorino Romano.

 

Continua a farsi sentire duramente il peso della grande distribuzione sulla dinamica dei prezzi al caseificio, che rispetto al 2000 sono aumentati di poco.

 

Tanto che il Consorzio tutela ritiene che il valore aggiunto che la DOP ha sino ad oggi prodotto è stato nella quasi totalità dei casi appannaggio della distribuzione ed oggi, tranne rari casi il prodotto DOP viene svenduto.

 

La produzione ufficiale di mozzarella di bufala certificata DOP passa da poco più di 24,6 milioni di chilogrammi dichiarati al Consorzio nel 2001, a ben 28,3 milioni dichiarati nel 2003.

 

La quota dell’export sale ancora al 16% dei volumi, spinta da Francia (+2,2%), Germania (+2,9).

Il che compensa l’effetto Euro forte che ha eroso i consumi in USA (-2,4%).

Buona la performance dell’export verso i Canada (+2,2%), mentre si consolida il mercato del Sol Levante che assorbe ormai il 3,5% dell’export.

 

La mozzarella in Italia si vende sempre di più nel canale della Grande distribuzione organizzata: se nel 2001 il 41% della mozzarella passava nelle mani del cliente finale nei supermercati, tale quota sale al 44% del 2002 per giungere al 46% nel 2003.

 

Cala la presenza di operatori atipici: i corrieri espressi ed internet vendono il 3% della mozzarella nel 2003 contro il 5% del 2002.

 

Il dettaglio tradizionale nel 2003 si attesta al 29%, manteneva ancora una quota del 32%, nel 2002.

 

Fermi i punti vendita diretti dei caseifici: dispensano nel 2003 il 17% del prodotto, come nel 2002.

Non cambia molto la distribuzione geografica delle vendite di mozzarella di bufala campana in Italia: nel 2003 il 36% della mozzarella si vende al Sud e nelle isole, il 24% resta nel Centro Italia, il 14% giunge sulle tavole del triveneto e dell’Emilia Romagna, mentre nel Nord Ovest arriva il 26% della mozzarella.

 

Nel 2002 Il 35% della mozzarella si era venduta al Sud e nelle isole, il 25% restava nel Centro Italia, il 13% giungeva sulle tavole del triveneto e dell’Emilia Romagna, mentre nel Nord Ovest arrivava il 27% della mozzarella.

 

Infine, confrontando il dato produttivo sulla MBC certificata - dichiarata al Consorzio - tra il 1° semestre 2003 con il corrispondente periodo del 2004 si riscontra un trend leggermente crescente (+ 1,3%).

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