Gli agrumi sono diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo sin dai tempi più antichi, ma il loro impiego rimase esclusivamente ornamentale o al massimo religioso fino alla conquista araba dell’Italia Meridionale, quando il consumo di arance si diffuse anche a livello popolare.
L’ Arancia Rossa di Sicilia Igp, dalle specifiche caratteristiche organolettiche che le hanno rese famose nel mondo, è ricca di vitamine e sostanze benefiche utili per regolare le funzioni digestive e metaboliche, aiutare la vista, prevenire infezioni, raffreddori, invecchiamento cellulare, tumori; è particolarmente indicata per bambini, malati e anziani; il limitato contenuto zuccherino la rende accettabile anche ai diabetici.
In cucina, oltre a essere consumata fresca, può essere utilizzata nella preparazione di succhi, marmellate, insalate, salse e liquori; la buccia, grattugiata è adoperata per preparare canditi, salse e dolci, e, tagliata a pezzi, si utilizza nelle marmellate.
L’Arancia Rossa di Sicilia è anche una risorsa per la cosmesi: la polpa serve per ottenere maschere che aiutano a prevenire l’invecchiamento della pelle; il succo costituisce un importante ingrediente di lozioni astringenti e tonificanti.
L’arancia può essere conservata dai 60 ai 120 giorni, a temperature tra i 6 e i 10 gradi e in ambienti con un’umidità tra l’85 e il 90%.
Le condizioni ambientali e di coltura degli aranceti destinati alla produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualità.
Il distacco dei frutti viene effettuato a mano con l’ausilio di forbicine di raccolta che operano il taglio del peduncolo; dopo la raccolta, gli agrumi sono selezionati, sottoposti a condizionamento, confezionati e distribuiti nei punti di vendita.

Anna Russo








