
Lo junk-food, cibo-spazzatura,
è molto grasso e zuccherato,
in generale si presenta
con confezioni già pronte,
può essere comprato velocemente,
non costa molto caro e,
quindi, ancora una volta,
sono spesso le persone meno abbienti
che consumano questo tipo di alimenti.
Maximilian Kutnoski
Il Commissario europeo per la tutela dei consumatori, Markos Kyprianou, in un’intervista concessa nei giorni scorsi al quotidiano francese Le Monde, ha espresso il suo punto di vista in relazione all’industria del cibo ed i consumatori.
Le aziende alimentari che operano nell’Unione Europea sono state avvertite di:
fermare la pubblicità sul cibo spazzatura destinato ai bambini;
rendere più chiare e leggibili le etichette.
Le misure si rendono necessarie in seguito alla crescita dell’obesità tra i bambini dei paesi europei:
un quarto dei piccoli europei è obeso o soprappeso;
ogni anno circa 400 mila nuovi bambini diventano obesi.
Secondo i dati della International Obesity task force sono obesi:
il 36% dei bambini italiani di nove anni;
il 27% dei giovani e degli adolescenti spagnoli.
Già da un anno ci sono stati contatti informali tra le autorità sanitarie dei paesi dell’Unione, la Commissione e le aziende alimentari; nei prossimi due mesi si prevedono ulteriori passi in avanti più concreti: a marzo, infatti, dovrebbe essere resa nota una piattaforma nella quale identificare obiettivi chiari nella lotta all’obesità e dalla quale partire per i negoziati con le industrie alimentari.
Combattere il cibo-spazzatura e l’obesità significa anche lottare contro le malattie che questa provoca: le cardiopatie, l’ipertensione e il diabete.

Anna Russo









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