Cioccolisti in aumento

Se n'è discusso in una apposita sessione tra gli psichiatri riuniti al X Congresso della Società Italiana di psicopatologia.

Il cacao contiene

numerose sostanze

biologicamente attive

e simili ai cannabinoidi

che potenzialmente

possono causare

comportamenti anomali

e sensazioni psicologiche

vicine a quelle prodotte

dalle sostanze d’abuso.

Angela Iannitelli

Il cioccolato rende più dolce la vita ma, a volte, è molto di più: non soltanto un grande piacere del palato, bensì una vera e propria forma di dipendenza.

Gli psichiatri affermano che i cioccolisti, ovvero i cacao-dipendenti, sono in crescita e si contano soprattutto tra donne e adolescenti.

A puntare i riflettori sul fenomeno gli psichiatri riuniti a Roma, il 25 febbraio, per il X Congresso della Società Italiana di psicopatologia (Sopsi), che ne hanno discusso in una appposita sessione.

“Il cioccolato funziona come un riequilibratore dell’umore, dando un immediato effetto di benessere. Abbiamo ad esempio osservato che molti giovani, soprattutto se in condizioni di particolare stress, consumano cioccolato come una sorta di self-therapy; anche se inconsapevolmente, cioè, ricorrono al cacao proprio per riequilibrare un deficit biologico, come nel caso di un basso livello dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore e che alcune sostanze contenute nel cioccolato riescono ad integrare”, spiega la psichiatra dell’Università La Sapienza di Roma Angela Iannitelli.

Un recente studio condotto intervistando un campione di 350 studenti universitari (da 20 a 28 anni) evidenzia che:

ben il 63,87%, in prevalenza tra le donne, ha una forma di vera e propria dipendenza dal cioccolato;
il 45,77% consuma cioccolato in modo funzionale, ovvero come self-therapy quando si sente sotto stress o negli stati di ansia;
il 34,25% lo mangia vivendo poi profondi sensi di colpa.
Per il sesso femminile, precisano gli esperti, possono entrare in gioco anche i cambiamenti ormonali, che rendono il craving, ovvero il desiderio irrefrenabile per il cioccolato, particolarmente acuto in relazione alle fasi del ciclo mestruale.

Il vero problema è psicologico:“Come per tutte le altre sostanze d’abuso si cerca all’esterno la soluzione di un problema e di un malessere che è tutto interiore”, rileva la psichiatra.

Fonte Ansa

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