Vino&Salute

Il convegno "Vino&Salute", svoltosi a San Casciano Val di Pesa (FI), ha sottolineato le proprietà benefiche del resveratrolo, sostanza antiossidante presente nelle bucce dell'uva nera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il vino assunto in modica quantità

previene le malattie cardiovascolari,

della demenza e alcuni tumori.

Il resveratrolo inibirebbe la crescita

di cellule neoplastiche della prostata.

Damiano Turini

 

È noto, praticamente da sempre, come un buon bicchiere di vino rosso durante i pasti rappresenti sia un salutare toccasana per il fisico sia un confortante elisir per l’anima.

 

Tuttavia, solo nel corso dell’ultimo decennio indagini sperimentali hanno fornito evidenze in favore di un ruolo del vino rosso nella prevenzione di gravi patologie vascolari.

 

Il convegno su Vino&Salute si è svolto,  l’11 e 12 marzo 2005, presso l’Auditorium della Banca del Chianti Fiorentino a San Casciano Val di Pesa (Firenze): l’eccezionale evento tecnico-scientifico è stato prevalentemente incentrato sulle potenzialità benefiche per la salute umana contenute nel resveratrolo, sostanza antiossidante presente nelle bucce dell’uva nera.

 

Secondo i risultati di recenti ricerche scientifiche, puntualmente illustrate dagli illustri studiosi presenti nel corso dei lavori del convegno, l’assorbimento di questa sostanza, tramite il consumo quotidiano di un bicchiere di vino durante i pasti principali, faciliterebbe la prevenzione di:

malattie tumorali;
disturbi cardiocircolatori.
È emersa, dal dibattito, la prospettiva di utilizzare alcuni prodotti della vite, a esempio la foglia, come concime biologico e come mangime per animali.

 

Il vino rosso favorisce l’aumento delle concentrazioni nel plasma delle lipoproteine ad alta densità (Hdl), veicolanti nel sangue il colesterolo, il cui eccesso è causa di patologie vascolari gravi; inoltre esso, per la presenza al suo interno di particolari molecole, quali i polifenoli, possiede attività antiossidante, neutralizzante l’attività tossica per le cellule dei radicali liberi.

 

Il meccanismo fondamentale dell’azione protettiva del vino rosso, identificato di recente in uno studio condotto da Corder e collaboratori, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, è legato alla capacità dell’estratto non alcolico di inibire la formazione dell’endotelina-1, una tra le più potenti molecole ad azione vasocostrittrice conosciuta in natura.

 

Gli studi sono stati in gran parte condotti in Francia e Gran Bretagna, stimolati dal cosiddetto paradosso francese: una dieta ricca di colesterolo come quella francese produce accidenti vascolari in misura molto minore di quella attesa, grazie al consumo abituale ai pasti di vino rosso da parte dei francesi.

 

Numerose università americane stanno studiando possibili nuove applicazioni del vino contro:

infezioni;
cecità. 
Al convegno su vino e salute sono intervenuti anche il professor Peter R. Carrol dell’università di San Francisco ed il professor David Boocock dell’università di Leicester, per illustrare gli studi relativi all’assunzione del resveratrolo per la chemioprevenzione del carcinoma prostastico.

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