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Un uomo venuto da molto lontano

"La prova più difficile della sua lunga e straordinaria vita la affronta e la vive con quella stessa intima serenità e abbandono fiducioso nelle mani di Dio con cui ha sempre vissuto, lavorato, sofferto, gioito"(Card. Ruini).

 

 

 

 

 

Un uomo venuto da molto lontano,
negli occhi il ricordo dei campi di grano,
il vento di Auschwitz portava nel cuore
e intanto scriveva poesie d’amore,
amore che nasce dentro il cuore dell’uomo
per ogni altro uomo.

Un uomo venuto da molto lontano,
stringeva il dolore e un libro nella mano
qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.

Un uomo che parte, vestito di bianco,
per mille paesi e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi un dolore profondo:
vedere il cammino diverso del mondo,
la guerra e la gente che cambia il suo cuore,
la verità che muore.

Va’, dolce grande uomo, va’.
Va’, parla della libertà.
Va’ dove guerra, fame e povertà
hanno ucciso anche la dignità.
Va’ e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.

Dall’Est è arrivato il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma… c’è qualcosa che cambia,
un popolo grida: Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo.
Tu apri le braccia e incoraggi i figli
ad essere fratelli.

Va’, dolce grande uomo, va’.
Va’, parla della libertà.
Va’  dove l’uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va’  e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.

Amedeo Minghi

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