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"Conoscere il vino fa bene alla salute"

Un Progetto firmato Coldiretti e Città del Vino (associazione di 540 Comuni a vocazione vitivinicola).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un consumo consapevole,
fondato sulla conoscenza,
significa alimentare nuove sfide
e nuove opportunità di crescita
per il vino made in Italy
che deve far emergere
le sue specifiche identità rappresentate
dalla cultura, dal clima, dal paesaggio
e dalle testimonianze artistiche e naturali,
che solo il territorio nazionale può offrire.
Paolo Bedoni

 

Promuovere la conoscenza e la degustazione consapevole del vino per combattere il consumo sregolato di alcol nelle giovani generazioni, dove prevale la diffusione di cocktail, superalcolici e alcolpops, bibite che contengono vodka e rum mascherate da innocui analcolici ready to drink.

 

È questo l’obiettivo del progetto Coldiretti-Città del Vino Conoscere il vino fa bene alla salute, avviato in occasione della giornata nazionale di educazione sul consumo di alcol con una speciale lezione di sommelier, scrittori, nutrizionisti ed esperti di vino a decine di studenti delle scuole superiori.

 

Un progetto per promuovere con responsabilità modelli di consumo positivi, in occasione dell’avvio della campagna informativa nazionale annunciata dal Ministero della Salute per contrastare l’abuso di alcol tra i giovani.

 

L’arte di assaporare il vino è l’espressione di uno stile di vita slow, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi e si contrappone totalmente ai comportamenti a rischio, che sono alla base degli happy hour, l’ora dell’aperitivo in tutta fretta a base di bevande alcoliche e stuzzichini, dei binge drinking‘, il bere fino a ubriacarsi o degli alcolpops, promossi con un’immagine di divertimento e socializzazione, che quasi obbliga a continuare a bere.

 

Il vino nella società moderna, sostengono Coldiretti e Città del Vino, è diventato un prodotto espressione di equilibrio e riflessione sul quale far leva per combattere gli abusi, anche perché è culturalmente capace di attirare le nuove generazioni e di distoglierle dagli eccessi.

 

Lo dimostra il fatto che secondo i dati dell’Associazione Italiana Sommelier su un totale di poco più di 30 mila iscritti, il 40 per cento è costituito da giovani che sempre più si iscrivono ai corsi di formazione professionale per diventare sommelier.

 

Un vero boom che sta per portare alla nascita, per la prima volta in Italia, di un corso di studi universitario che garantisca al sommelier le conoscenze di base divenute necessarie per esercitare una professione sempre più ambita.

 

E che nelle giovani generazioni gli abusi di alcol non dipendano dal vino lo evidenzia una indagine Ismea-AcNielsen sui consumi extradomestici che sottolinea come nel 2004 due terzi dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (65,3%) per gli spuntini, aperitivi e soprattutto nei dopocena fuori casa si è recato nei bar, mentre solo il 7% ha scelto come luogo di consumo le enoteche e i wine bar.

 

La stessa ricerca dimostra come nei consumi fuori casa, in momenti diversi dai tradizionali pasti, i giovani subito dopo gli analcolici (27%) scelgono gli alcolici di diversa natura (21%), la birra (16%) e per ultimo il vino (7,3%).

 

Un comportamento confermato dall’ultimo rapporto 2004 del Centro Studi Fipe-Confcommercio realizzato per conto del Silb (Sindacato Italiano dei Locali da Ballo) nei bar di discoteche, night club e sale da ballo secondo il quale il consumo di vino in valore in questi locali è addirittura inferiore a quello dei succhi di frutta: la quota di fatturato da alcolici rappresenta il 30,6% del totale, del quale il volume d’affari generato dal vino è pari a circa un decimo (3,5%) addirittura più basso di quello generato dai succhi di frutta (6,2%).

 

Si tratta di analisi che, affermano Coldiretti e Città del Vino, evidenziano la necessità di intervenire con rigore nei confronti degli abusi e in modo mirato su modelli di consumo scorretti e dannosi per la salute, anche promuovendo la conoscenza e l’informazione di una bevanda ricca di “fascino” come il vino.

 

COSA BEVONO I GIOVANI FUORI CASA

Bevande analcoliche 27%

Alcolici di diversa natura 21%

Birra 16%

Vino 7,3%

Fonte: Elaborazioni Coldiretti-Città del Vino su indagine Ismea

 

 

Il progetto Coldiretti-Città del Vino

“CONOSCERE IL VINO FA BENE ALLA SALUTE”

 

Parte da Roma, il 21 aprile 2005, la nuova campagna di educazione al bere consapevole rivolta ai giovani e alle famiglie. Un’iniziativa di Coldiretti e Città del Vino. I prossimi appuntamenti a Conegliano Veneto, Alba, Asti, Siena e Marsala.

 

Nella giornata nazionale di educazione sul consumo dell’alcol Coldiretti e Città del Vino lanciano una nuova campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani e alle famiglie.

 

Nutrizionisti, scrittori e i sommelier della FISAR entrano in classe per spiegare ai giovani le caratteristiche e le qualità del vino, con particolare attenzione agli aspetti salutistici. Tra maggio e giugno sono in programma nuove lezioni in alcune città simbolo del vino italiano di qualità: Asti e Alba in Piemonte, Siena in Toscana, Conegliano in Veneto e Marsala in Sicilia.

 

“n Italia non c’è ancora un’adeguata informazione e comunicazione educativa rivolta alle giovani generazioni. Il nostro progetto vuole contribuire a riempire questa lacuna sviluppando nei giovani e nelle famiglie un maggiore attaccamento alle tradizioni enogastronomiche”, afferma Floriano Zambon, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

 

I seminari di Coldiretti e Città del Vino affronteranno gli aspetti salutistici del consumo moderato di vino, gli aspetti culturali, economici e ambientali della vitivinicoltura. Durante i corsi, aperti ai giovani di oltre 16 anni, sono previste mini-degustazioni di vini ottenuti con vitigni autoctoni e/o internazionali, condotte dai sommelier della FISAR.

 

Il rapporto tra alcol e giovani, concludono Coldiretti e Città del Vino, è al centro di un’ulteriore campagna di informazione che coinvolgerà, a partire da settembre, 15 amministrazioni pubbliche italiane, tra le quali le Province di Roma, Bologna, Crotone, Rimini, Forlì-Cesena e le regioni Piemonte e Basilicata.

 

Si tratta del Progetto paneuropeo del “conducente designato”, che, sulla scorta di analoghe esperienze fatte soprattutto in nord Europa, vuole favorire anche in Italia forme di dissuasione alla guida in stato di ebbrezza, in particolare all’uscita dalle discoteche.

 

Il conducente designato è la persona che all’interno di un gruppo viene incaricata di guidare l’automobile per conto degli altri, quella che si astiene dal bere per assicurare una guida sicura. A seguito di questa campagna a Londra sono nate società di servizi che accompagnano a casa i giovani prelevandoli all’uscita dalle discoteche e dai pub.

 

Il progetto pilota italiano è coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e realizzato dalla società di Ricerche e Servizi sul Territorio (Rst) e dalla Società Italiana di Psicologia per la Sicurezza Viaria (Sipsivi). Al progetto collabora anche l’Associazione Città del Vino.

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa Coldiretti

Paolo Falcioni

Tel. 335/82.45.417

 

Ufficio Stampa Città del Vino

Massimiliano Rella

Tel. 347/88.72.490 

Emanuela Panke
Tel. 329/22.18.331

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