La Strada del Bufalo

La filiera bufalina possiede potenzialità di sviluppo ancora poco considerate.

 

 

Per quanto riguarda il comparto bufalino,

che riguarda il latte e la carne,

sussistono potenzialità di sviluppo

che a tutt’oggi appaiono

però poco considerate.

Carlo Bonanni

 

La filiera del comparto bufalino come volano del settore lattiero-caseario: a farsi portavoce delle potenzialità del settore è Carlo Bonanni, del tavolo tecnico di coordinamento Docup obiettivo 2 del Consorzio Asi Roma-Latina.

 

In questo settore, spiega Bonanni, si sono definiti nel tempo studi e analisi che indicano con chiarezza le condizioni di mercato dei prodotti bufalini, come ad esempio lo studio dell’Università di Cassino, insieme alle Camere di Commercio di Latina e Frosinone sulle caratteristiche organolettriche della carne di bufalo e le iniziative delle associazioni di categoria del settore lattiero-caseario di Latina, Frosinone, Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Foggia per la diffusione del marchio dop mozzarella di bufala campana.

 

Negli ultimi anni è aumentato non solo il consumo della mozzarella di bufala, esportata in tutto il mondo, ma anche della carne di bufalo.

 

“Questo - afferma Carlo Bonanni - è il vero valore aggiunto del settore lattiero-caseario per la provincia di Latina che può tra l’altro rivendicare una qualità del latte e degli allevamenti bufalini, anche biologici, che altri territori per diverse ragioni ambientali non hanno”.

 

Per creare le necessarie sinergie volte a coniugare gli interessi di allevatori, produttori, trasformatori e distributori l’idea è quella di creare un coordinamento territoriale tra le parti, anche attraverso il tavolo verde della Provincia di Latina, in raccordo con la Regione Lazio, perché, spiega Bonanni, sia in grado di individuare le strategie necessarie alla valorizzazione dei prodotti e la loro diffusione sui mercati con un ben definito marchio di qualità.

 

In questo contesto rientra la realizzazione del progetto della strada del bufalo, avviato dal Comune di Priverno nell’ambito della legge regionale n. 21 del 2001 sulla disciplina delle strade del vino, dell’olio e dei prodotti tipici agroalimentari-tradizionali. Il bacino territoriale prefigurato comprende la Valle dell’Amaseno e la pianura pontina, fino allo sbocco marino del Parco del Circeo, aree all’interno delle quali si concentrano i maggiori allevamenti, i caseifici di trasformazione e la ristorazione.

 

Questa opportunità - afferma Bonanni - che riguarda un settore in forte espansione, anche perché non soggetto alle restrizioni comunitarie sulle quote latte, va colta sino in fondo “mettendo al centro il ruolo degli allevatori, delle cooperative e dei consorzi di imprese zootecniche quali soggetti proponenti di un nuovo meccanismo di sviluppo del settore sul quale riorganizzare l’intera filiera del prodotto evitando per quanto possibile quanto avviene per il kiwi, commercializzato all’80% da strutture e centrali cooperative esterne al territorio”.

 

Sul comparto bufalino, conclude Carlo Bonanni, la provincia di Latina “può e deve svolgere un ruolo primario mantenendo al territorio il valore aggiunto del prodotto. Per il raggiungimento di questi obiettivi tangibili occorre riconsiderare l’intera materia dei fondi comunitari in previsione delle modifiche che saranno inserite a partire dal 2006”.

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