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Giacomo Casanova e le pietanze preferite

Il più grande seduttore di tutti i tempi a tavola.

Amai i piatti dal sapore forte:
il pasticcio di maccheroni
preparato da un bravo cuoco napoletano,
l’olla podrida,
il merluzzo di Terranova molto vischioso,
la cacciagione il cui aroma confina con il puzzo,
e i formaggi la cui perfezione
si rivela quando i piccoli esseri
che li abitano cominciano a diventare visibili.
Per ciò che riguarda le donne,
ho sempre trovato che quella che amavo
aveva un buon odore,
e più la traspirazione era forte
più mi sembrava soave.
Giacomo Casanova

Giacomo Casanova, il più grande seduttore di tutti i tempi, brillante letterato, instancabile viaggiatore, avventuriero, forse spia al servizio dei dogi, frammassone, libertino, caratterizzò un’epoca e ancor oggi, nella lingua italiana, Casanova è sinonimo di rubacuori.

Amò moltissimo le donne, e pare che il suo segreto fossero le ostriche, di cui era smodato consumatore.

La fama di afrodisiaco dei molluschi sembra essere dovuta, però, più alla forma, che richiama gli organi genitali, che alle sostanze contenute; tuttavia in essi si trova lo zinco, stimolatore della funzionalità degli ormoni e del testosterone.

I buongustai consigliavano di non mangiare le ostriche nei mesi in cui non c’è la “r”, per le caratteristiche climatiche. Giacomo Casanova ne degustava a colazione cinquanta; con esse alla Corte d’Austria si era soliti aprire i banchetti.

Venezia era letteralmente ai piedi del suo illustre concittadino, il quale riscosse altrettanto successo in Francia, dove cenò con i regnanti, restando stupito nel sentire la sovrana chiedere se il cibo che stava mangiando era pollo in fricassea, piatto praticamente sconosciuto oltralpe.

Inventò giochi e lotterie.

Occultista di fama, si arricchì, secondo la moda del tempo, sulla credulità di vecchi aristocratici convinti di poter riottenere, col suo tramite medianico, la perduta vigoria.

La sua giovinezza e maturità furono talmente spericolate da portare alla reclusione nella prigione lagunare dei Piombi.

Grigia, triste e decadente fu, invece, la sua vecchiaia: rimasto povero in canna, ignorato dalla bella società, trascorse gli ultimi anni della vita ospite di un castello boemo, lamentandosi con i camerieri perchè non gli preparavano la polenta o gli amati maccheroni.

La sua autobiografia ebbe enorme fortuna tra i posteri, sempre interessati a cogliervi preziose indicazioni sulle tecniche di seduzione, gastronomiche incluse, come la came dei piccioni, considerata afrodisiaca.

Una sua esclusiva ricetta: Piccioni Giacomo Casanova

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