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La prevenzione contro il pericolo influenza aviaria

Controlli serrati su allevamenti, macellazione, import ed export.

La prevenzione è un elemento strategico

in risposta a un’eventuale pandemia.

La task force di controllo è sempre vigile,

365 giorni l’anno, con verifiche su allevamenti,

macellazione, import ed export.

L’Italia, inoltre, è il primo Paese europeo

ad aver predisposto contratti

con le case farmaceutiche:

attualmente è stata allestita

una scorta centralizzata di 150mila antivirali

ed è stata formulata una proposta d’acquisto

per circa 3 milioni di dosi

necessarie al fabbisogno stimato.

Cesare Cursi

Il Vecchio Continente è in allarme per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria: “Un’ epidemia è possibile - sottolinea Guy de Thè dell’Istituto Pasteur di Parigi - in quanto il virus, che colpisce polli e uccelli, si diffonde con estrema facilità”.

In Italia per fronteggiare il pericolo dell’influenza aviaria, si punta sulla prevenzione: è stato rafforzato lo scudo sanitario di aeroporti e porti; aggiornamenti sulla situazione sono forniti regolarmente dalla Direzione generale per la prevenzione alle Regioni e agli Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), insieme a raccomandazioni ai viaggiatori diretti verso le aree infette.

La tattica della prevenzione è condivisa dal sindacato dei medici di famiglia Fimmg, che la ritengono l’unica vera misura efficace contro i virus.

L’Italia ha istituito il Centro controllo malattie, una task force dotata di 30 milioni di euro l’anno nella quale sono presenti Protezione civile, sanità militare, sanità marittima e aerea e le Regioni.

A livello europeo due volte al mese si riunisce il Comitato veterinario europeo per verificare la situazione degli animali e la sicurezza alimentare.

Dal 12 agosto 2005 sono chiuse le frontiere dei 25 Stati Ue per prodotti e pollami provenienti da Russia e Kazakhstan, comprese le piume e gli uccelli da voliera.

Sono 11 i Paesi extra Ue che non possono più esportare nell’Unione pollami e derivati: il bando interessa anche Cambogia, Cina, Corea del Nord, Indonesia, Laos, Malesia, Pakistan, Thailandia e Vietnam.

“È bene fugare allarmismi - sottolinea Francesco Storace, ministro della Salute - il ministero, con le sue strutture tecniche sta lavorando con rigore al contrasto di forme di influenza aviaria e ha messo già in campo le misure necessarie”.

L’Oms, insieme alla Fao e all’Oie (Organizzazione per la salute animale) raccomanda di intensificare la sorveglianza di casi di contagio e decessi di volatili e di introdurre rapidamente misure di contenimento.

In Italia l’attività di sorveglianza a sorveglianza sull’influenza aviaria, che investe le varie fasi produttive della filiera avicola, dall’allevamento al macello, è coordinata dalla Direzione generale sanità veterinaria e degli alimenti del ministero della Salute, con il supporto dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

È attivo, dal 13 settembre 2005, il numero di pubblica utilità del Ministero della Salute 1500, per fornire informazioni sull’influenza aviaria. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00.

Il Ministro della Salute, Francesco Storace, ha già emanato un’ordinanza con le Misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 204 del 2 settembre 2005, ha rafforzato i controlli delle importazioni alle frontiere e sta predisponendo un decreto legge sul tema da presentare in Consiglio dei Ministri che prevede, tra l’altro la creazione di un centro nazionale di lotta alle malattie animali, il potenziamento degli organici dei Nas e dei veterinari del Ministero della Salute, lo stanziamento di risorse per l’acquisto di farmaci in caso di pandemia.

Per approfondire consulta la sezione Malattie infettive - Influenza aviaria, che fornisce tutte le informazioni epidemiologiche

Fonte Il Sole 24 Ore, 24 agosto 2005

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