
Il primo simposio del bufalo dell’Europa e dell’America
tenderà ad evidenziare come le uniche due realtà evolute
nel mondo dell’allevamento bufalino
sono poste in Italia ed in sud America.
Raffaele Garofalo
Prenderà il via mercoledì 12 ottobre 2005 il Terzo congresso nazionale sull’allevamento del bufalo.
Promosso dall’Anasb, il simposio si svolgerà all’Hotel Ariston di Capaccio-Paestum fino a sabato 15 ottobre, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Regione Campania (Assessorato all’Agricoltura e alle Attività produttive), dell’Università Federico II (Facoltà di Medicina veterinaria).
In contemporanea sono previsti due primi eventi:
il Meeting nazionale sulla bufala mediterranea italiana;
il Buffalo Symposium of the Europe and America, che dovrebbe profilare un’alleanza tra gli allevatori bufalini italiani ed americani.
Saranno presenti alla cerimonia di inaugurazione:
Gianni Alemanno, ministro delle Politiche agricole e Forestali;
Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive;
Guido Trombetti, rettore dell’Università Federico II;
Franco Peppino Roperto, preside della facoltà di Medicina veterinaria di Napoli;
Alessandro Santini, preside della facoltà di Agraria di Portici;
Raffaele Garofalo, presidente Anasb;
Domenico Fenizia e Antonio Limone dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
L’11 ottobre 2005, presso l’Azienda agricola Improsta - fase precongressuale - si terrà un Corso sulla caseificazione. I lavori entreranno nel vivo presso l’Azienda Belelli di Capaccio nella mattinata del 12 ottobre con la Riunione di aggiornamento tra esperti di razza. Nel pomeriggio segue il Primo meeting nazionale sulla bufala mediterranea italiana con la presentazione del nuovo sistema di valutazione lineare, in vigore già da circa un anno.
I sistemi di allevamento che si sono sviluppati lungo le due sponde dell’Atlantico sono simili, confrontabili, anche se minoritarie, rappresentando infatti meno del 10% della popolazione bufalina mondiale, che insiste per circa il 90% nell’area del Pacifico.
“Le strutture allevatoriali organizzate di Italia, Argentina ed altri paesi sud americani stanno puntando sugli stessi fattori di competitività - ricorda Raffaele Garofalo - riconoscimento ed identificabilità dei prodotti bufalini, sia di origine lattiera che della filiera carnea, valore aggiunto dei prodotti che punta su un diverso e qualitativamente migliore apporto nutrizionale della carne di bufalo”.
La presenza di strutture simili ai Consorzi di Tutela anche nell’America del Sud, porta verso un’alleanza:”Allevatori italiani e sud americani possono e debbono trovare strategie comuni per competere sui mercati internazionali - sottolinea Garofalo - poiché i prodotti bufalini devono trovare sempre e costantemente, da qualsiasi paese provengano, un carattere distintivo rispetto ai prodotti vaccini”.
Una vera e propria azione di lobbing internazionale, con la quale il nostro Paese ha non solo un vasto patrimonio da difendere, ma anche l’autorevolezza per farlo: ”Non è un caso - ricorda Garofalo - che all’Anasb sia stata riconosciuta in seno alla IBF (International Buffalo Federation) la presenza nel Comitato e l’affidamento della segreteria tecnica”.
- Assegnati a Paestum i premi del Concorso “E se fosse una bufala?”
- Risultati del Terzo Congresso sull’allevamento del Bufalo
Comunicato stampa ANASB del 6 ottobre 2005

Anna Russo








