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Il virus dell'influenza dei polli

Parliamone con il dott. Michele Lagioia, specialista in Igiene e Medicina Preventiva dell’Istituto Clinico Humanitas.

foto intervento

Allo stato attuale la probabilità che il tanto temuto virus dell’influenza dei polli scateni un’epidemia è remota, spiegano a più riprese gli esperti. Le misure preventive adottate nel nostro Paese dal Ministero della Salute sono apprezzate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ne parliamo con il dott. Michele Lagioia, specialista in Igiene e Medicina Preventiva dell’Istituto Clinico Humanitas.

Che cos’è l’influenza aviaria?
“L’influenza aviaria è un’infezione causata dal virus A-H5N1, responsabile a partire dal 1997 ad oggi di vaste epidemie con mortalità elevata nella popolazione dei volatili domestici e selvatici nell’area del sud-est asiatico. Finora quest’influenza ha colpito l’uomo solo in un centinaio di casi in otto anni, causando però il decesso del 60% dei soggetti contagiati. Il virus si è così rivelato particolarmente patogeno anche per il genere umano perché provoca l’insorgenza di una grave forma di polmonite. È importante sapere che la metà delle persone colpite erano operatori impegnati nell’opera di igienizzazione dei pollai infetti e quindi il contagio è avvenuto per un contatto diretto con l’animale malato. Nell’altra metà circa dei casi clinici andati incontro a forme di influenza aviaria non si è riusciti a risalire a nessun un contatto diretto con i polli infetti. Non sappiamo dunque se il virus si trasmette da uomo a uomo e, nonostante la sua virulenza, anche la trasmissibilità da animale a uomo è comunque bassa”.

Quali sono le differenze tra l’influenza aviaria e quella che solitamente colpisce l’uomo?
“I virus dell’influenza aviaria e di quella umana, pur assomigliandosi e appartenendo alla stessa famiglia, sono diversi. Il virus dell’influenza umana è noto. Si modifica di anno in anno rendendo alcune influenze epidemiologicamente più rilevanti di altre. La severità dell’influenza dipende dalla composizione chimica della superficie del virus: tanto più questa è sconosciuta, tanto minore è la velocità di risposta dei nostri anticorpi. Solo quando avviene la prima epidemia influenzale dell’anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una volta isolato il virus, può preparare sulla base della conformazione chimica di quest’ultimo il vaccino che sarà poi disponibile in farmacia”.

E per quanto riguarda l’influenza aviaria invece?
“La situazione attuale non deve allarmare. L’Istituto Superiore di Sanità, consulente tecnico del Ministero della Salute, ribadisce che il contagio inter-umano non è stato dimostrato mentre quello pollo-uomo si è comunque verificato in pochi casi. Il fatto che il virus acquisisca delle caratteristiche che lo rendano trasmissibile da uomo a uomo è ora solo un’ipotesi, anzi una probabilità. Tutti i polli in territorio italiano sono stati già vaccinati e la zooprofilassi garantisce un’elevata barriera di sicurezza. La scrupolosa attenzione alle misure preventive adottate dal Ministero deve tranquillizzare la popolazione. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha apprezzato la pianificazione ministeriale”.

E nel caso si verificasse la tanto temuta probabilità?
“Lo Stato è già fornito di farmaci antivirali di terza generazione. Inoltre alcune industrie sono pronte a produrre il vaccino, non appena verrà isolato il virus. Insomma, se anche si verificasse quella probabilità, in Italia ci sono tutti i mezzi per fronteggiarla senza timore”.

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