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Campo di grano con corvi

Un commovente testamento spirituale in uno dei dipinti più drammatici e disperati di Vincent Van Gogh, realizzato solo venti giorni prima della sua morte suicida.

Vincent Van Gogh, “Campo di grano con corvi”, 1890, Olio su tela, 50,5 x 103 cm
Van Gogh Museum Amsterdam

“Campo di grano con corvi”, del luglio 1890, uno dei dipinti più drammatici e disperati di Vincent Van Gogh (1853 - 1890), è stato realizzato solo venti giorni prima della sua morte per suicidio, avvenuta all’una e trenta del mattino del 29 luglio di quell’anno, e rappresenta un commovente testamento spirituale, il tragico addio ad una vita tormentata dall’angoscia e dalla follia ed ai pochi affetti umani che la attraversarono, soprattutto quello dell’amato fratello Theo che lo assiste nel trapasso e che si suiciderà anch’egli sei mesi dopo.

L’ultimo periodo della vita di Van Gogh si caratterizza per un’attività pittorica febbrile, 70 quadri in due mesi, quasi che egli voglia svuotare la propria anima e prepararsi al viaggio finale con lucida seppur folle determinazione, con furia, con rabbia, con sofferenza, con quella sensibilità in allarme perenne che lo pone costantemente in contatto simbiotico con l’anima del mondo: ma il mondo lo rifiuta, e lui rifiuta il mondo con i suoi dipinti disperati e con un colpo di fucile.

Il paesaggio di Auvers-sur-Oise lo affascina, poco prima di suicidarsi scrive alla madre “Io sono completamente preso dalla immensa pianura con i campi di grano contro le colline, senza confini come un mare, di un giallo, di un verde tenero…”

Per leggere l’articolo integrale dell’ arch. Vilma Torselli, Guida di Arte moderna, cliccare sul primo link.

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