Quinto ciclo di Prove di progenie per l'Anasb

Più mozzarella da esemplari migliori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In occasione dell’inizio del 5° Ciclo di Prove di Progenie, sono al via gli incontri tra gli allevatori ed i rappresentanti dell’Associazione Nazionale della Specie Bufalina.

 

Si tratta della quinta campagna dell’Anasb volta al miglioramento genetico della specie bufalina attraverso l’inseminazione strumentale (artificiale n.d.r.).

 

Il principale obiettivo delle prove di progenie è quello di migliorare la specie bufalina in rapporto all’incremento di capacità di produzione finale di mozzarella ottenuta da latte bufalino.

L’obiettivo della selezione genetica, che si attua a partire dalla prove di progenie, è definito dalla competente Commissione Tecnica Centrale dell’Anasb, e si concretizza nell’aumento della produzione di mozzarella, unitamente al miglioramento sia della quantità sia della qualità del latte.
(Per maggiori informazioni su prove di progenie e selezione genetica www.anasb.it )

Il presidente Anasb Raffaele Garofalo richiama l’attenzione sul prestigio genetico degli allevamenti campani: ”I tori in prova per il suddetto ciclo sono sei, quatto dei quali provenienti da allevamenti della Regione Campania. In dettaglio  - continua Garofalo - tre provengono da allevamenti della provincia di Salerno ed uno da un allevamento casertano. Gli altri due tori in prova appartengono ad allevamenti del nord (Novara e Cremona)”.

“E per questa edizione - sottolinea ancora Garofalo - sono stati selezionati tori figli di madri appartenenti al miglior 1% del patrimonio bufalino italiano”.

Le prove di progenie si svolgeranno in tutti gli allevamenti bufalini italiani dove saranno messe a disposizione - da parte degli allevatori -  le femmine da inseminare.

Il direttore Anasb Angelo Coletta pone all’attenzione degli allevatori l’importanza rivestita dalle Prove di Progenie nell’ambito del miglioramento genetico di una specie: ”L’inseminazione strumentale e di conseguenza le Prove di Progenie, sono senza ombra di dubbio l’arma più economica ed efficace per favorire il progresso genetico di una razza, lo strumento più immediato per aumentare la produttività e la redditività di una mandria”.

Nell’ambito dell’allevamento bufalino queste tecniche ancora non ha acquisito la giusta routinarietà, a causa delle caratteristiche fisiologiche che la bufala presenta nel suo ciclo riproduttivo (stagionalità dei parti ed “effetto toro” innanzitutto).

Per incentivare tali pratiche l’Anasb, dal 2001, ha organizzato annualmente un ciclo di prove di progenie, scegliendo i torelli tra i migliori maschi figli delle Madri di Toro.

Attualmente, secondo il Disciplinare dell’Associazione, la qualifica di “Madre di Toro” è attribuita a quelle bufale che come requisiti morfologici hanno una valutazione complessiva di almeno “Buono” (75/79 punti) ed almeno “Buono +” all’apparato mammario.

 

Le Madri di Toro devono inoltre avere dei minimi requisiti funzionali: una lattazione ufficialmente controllata di non oltre 270 giorni con produzione minima di 31 quintali di latte, 7,7% di tenore in grasso e 4,5% di tenore in proteine.

 

Non da meno i requisiti genealogici: le Madri di Toro devono presentare una generazione di ascendenti paterni e materni ed almeno le nonne iscritte al Libro Genealogico della Specie Bufalina. Inoltre devono appartenere, secondo i requisiti funzionali e morfologici, al miglior 20% della popolazione.

 

Comunicato stampa ANASB del 27 dicembre 2005

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