
Nella mia testa la fame è la voce più forte.
Sono quasi sempre affamato.
E per la maggior parte del tempo
mi sento anche gonfio.
Sono sempre troppo pieno
e tuttavia troppo vuoto…
William Leith
William Leith, giornalista britannico di fama che scrive per The Observer e The Guardian, in Fuori pasto, edizioni Sperling&Kupfer, sostiene che “nella lotta darwinistica del mercato moderno, il prodotto ideale è quello che procura dipendenza”.
Il suo libro inchiesta è il resoconto di una vita intossicata dalla dipendenza dal cibo spazzatura, il cosiddetto junk food, segnata dal sovrappeso e dalla fame compulsiva.
Il giornalista riesce a riguadagnare il suo peso forma grazie all’incontro con esperti nutrizionisti.
Jennifer Alden gli spiega che: “mangiare zuccheri e carboidrati raffinati, come la farina bianca e gli spuntini croccanti, fa salire temporaneamente il livello della serotonina (la sostanza chimica che ci fa sentire felici) nel cervello, per poi farlo crollare, provocando attacchi di fame. Un effetto simile a quello della cocaina”.
Cannon sostiene che, paradossalmente, “tutte le diete fanno ingrassare, perché fanno pensare al corpo che tu non riesci a trovare cibo ed il corpo, privato delle calorie, trasforma il tessuto muscolare in grasso, indebolendo la persona. Quando si interrompe la dieta si ingrassa più di prima”.
Il dottor Robert C. Atkins, il quale a partire dagli anni ‘70 “sta cercando di dire al mondo di smettere di mangiare carboidrati raffinati”, chiarisce che quando si mangiano carboidrati il pancreas produce insulina provocante l’abbassamento degli zuccheri e quindi scatenante l’appetito.
Un resoconto autobiografico che invita a riflettere!

Anna Russo








