

Introduzione del presidente Francesco Serra al Convegno di oggi, 14 gennaio 2006, “Il Territorio e i Prodotti DOP/IGP: L’attuale Situazione e Prospettive Future” a San Leucio di Caserta - Sito Belvedere.
“Saluto tutti i presenti, sarebbe troppo lungo elencare e ringraziare singolarmente tutte le personalità oggi presenti e do il benvenuto al Convegno.
Per troppo tempo come imprenditori abbiamo subito l’onta dei problemi ambientali del nostro territorio.
Al sud permangono ritardi infrastrutturali e incapacità di uscire dalla crisi nella gestione dei rifiuti: la raccolta differenziata - rileva Legambiente - non arriva all’8% nel mezzogiorno e si smaltisce in discarica più del 90% dei rifiuti.
A livello nazionale la raccolta differenziata è al 21,5% (in progresso, ma lontana dall’obbiettivo del 35% che si doveva raggiungere nel 2003).
La nostra area Dop della Mozzarella è interessata da una quantità considerevole di siti inquinati da bonificare. Apprendo con preoccupazione il dato diffuso ancora da Legambiente nel Dossier 2005: per la bonifica dei siti inquinati nell’ultima legge finanziaria, sono stati stanziati appena 8 milioni di euro, contro i 14 stanziati a fine 2004 per il 2005. Un taglio che dal 2003 è stato del 135%.
Non è questa la sede per sterili polemiche, ma va da sé: le imprese impegnate oggi sul fronte dei prodotti agroalimentari di qualità e a denominazione di origine, debbono impegnarsi direttamente anche nella difesa dell’ambiente d’origine e di produzione delle materie prime.
Se la Montagna non va a Maometto è Maometto che va alla Montagna; siamo imprenditori che per la difesa e al valorizzazione di un prodotto e di un marchio ci sottoponiamo volontariamente ad un processo di certificazione, che nel caso della Mozzarella di Bufala Campana Dop è una vera filiera complessa.
La proposta che oggi il Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, che mi onoro di presiedere, intende lanciare, a tutti gli attori delle filiere, a cominciare dagli enti territoriali fino alle componenti agricole, è quella di certificare il territorio.
Da un territorio con certificato ambientale una garanzia in più per il consumatore, un credito maggiore per i prodotti che cercano sempre nuovi mercati.
Non un patentino in più, un banale adempimento, ma uno strumento di difesa preventiva per le aziende, che scendono in campo direttamente nella difesa della quintessenza di un prodotto tipico: il territorio.
Lascio la parola, per lo sviluppo nel merito tecnico, agli illustri relatori”.
Comunicato Stampa N.° 1 del 14 Gennaio 2006

Anna Russo








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