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La Rossa del Sud, dagli Inferi alla tavola

L’indiscussa regina delle mele, la Melannurca Campana IGP nei due ecotipi, la classica Annurca e il suo mutante naturale A. Rossa del Sud, porta intatti in tavola i sapori ed i profumi antichi della Campania felix.

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L’indiscussa regina delle mele, la Melannurca Campana IGP nei due ecotipi, la classica Annurca e il suo mutante naturale A. Rossa del Sud, porta intatti in tavola i sapori ed i profumi antichi della Campania felix.

La sua raffigurazione accanto a prelibatezze patrizie nei suggestivi affreschi rinvenuti negli scavi di Ercolano, in particolare nella splendida Casa dei Cervi, testimonia le sue vetuste origini.

Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia la definisce Mala Orcula, ossia prodotta intorno all’Orco, in quanto originaria del fertile agro puteolano, considerato all’epoca sede eletta degli Inferi.

Gian Battista della Porta nel Suae Villae Pomarium riferisce che le mele prodotte nei dintorni di Pozzuoli erano volgarmente dette orcole, da cui derivarono i nomi anorcola e annorcola; il termine Annurca compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale nel 1876.

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Il fiore all’occhiello della melicoltura campana presenta piccole dimensioni, forma appiattita o rotondeggiante, epidermide rossa striata con una caratteristica area rugginosa nella cavità peduncolare.

L’operazione di raccolta, momento delicato della filiera produttiva, avviene di norma nella seconda decade del mese di ottobre, quando il frutto è ancora acerbo e di colore verde-giallastro.

L’arrossamento a terra nei cosiddetti melai, un tempo realizzati con strati di canapa o cannutoli, sostituiti in seguito da aghi di pino, paglia di cereali, trucioli di legno, è una pratica finalizzata a ndurcare/nnurcare (dal latino indulcare = prendere gusto, raddolcire): con amorevole cura mani pazienti rigirano periodicamente i pomi ad uno ad uno per far loro ricevere uniformemente il bacio del sole.

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Pronta per il consumo, la Rossa del Sud esibisce l’attraente colore brillante della buccia sottile, la candida polpa croccante, compatta e succosa, gradevolmente acidula e aromaticamente dolce, saporita e finemente profumata, caratteristiche organolettiche uniche ed inimitabili universalmente apprezzate.

Particolarmente consigliato agli infanti, già a partire dai quattro mesi di vita, agli sportivi, agli anziani, il frutto è uno scrigno prezioso di vitamine, sali minerali, fibre e principi attivi ad efficace azione rinfrescante, diuretica, dissetante, antitumorale, antireumatica, ipocolesterolemica.

Le conclusioni di un recente studio durato sei mesi, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli, hanno dimostrano che la mela annurca ha proprietà gastro-protettive, riuscendo a dimezzare i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche, grazie alla ricchezza in composti fenolici come la catechina e l’acido clorogenico.

Tra le più pregiate cultivar italiane, mantiene inalterati i suoi elevati livelli qualitativi e le sue caratteristiche nutrizionali per un tempo notevolmente lungo.

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Complemento ideale della prima colazione, consigliabile a fine pasto e sana merenda, grazie al suo profumo fragrante è versatile protagonista in cucina di risotti, salse, puree, insalate, dolci: charlottes, crêpes, frittelle, ciambelle, torte, crostate, sorbetti, semifreddi; polpe, essiccati, nettari, succhi e confetture risultano particolarmente gustosi.

Il pregevole sidro, vino di mela dall’intenso colore oro verde brillante prodotto da cultivar limoncelle e annurche, è ottimo come aperitivo, eccellente in abbinamento a formaggi stagionati piccanti e pasticceria.

Una tradizionale Sagra della Mela Annurca, giunta con successo alla XIII edizione, si svolge ogni anno a Valle di Maddaloni, paese di antica tradizione agricola distante 14 km. da Caserta, tra coinvolgenti spettacoli folcloristici e musicali.

Anna Russo

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