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"La coscienza alimentare"

L’alimentazione ha assunto oggi, nella società dell’informazione e della comunicazione, nell’era della globalizzazione dei mercati e dell’interculturalità, un ruolo fondamentale nella determinazione della qualità della vita: assumere consapevolezza di ciò significa risvegliare la propria coscienza nutrizionale.

L’alimentazione ha assunto oggi, nella società dell’informazione e della comunicazione, nell’era della globalizzazione dei mercati e dell’interculturalità, un ruolo fondamentale nella determinazione della qualità della vita: assumere consapevolezza di ciò significa risvegliare la propria coscienza nutrizionale.

In base alla definizione proposta dall’OMS e dalla FAO, l’educazione alimentare è il processo informativo ed istruttivo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui attraverso la promozione di adeguate abitudini, l’eliminazione di comportamenti insoddisfacenti, l’utilizzazione di manipolazioni igieniche dei cibi, l’efficace ed efficiente uso delle risorse commestibili.

Gli esperti del settore confermano che i destinatari, in ordine di importanza, sono i componenti del mondo scolastico, il responsabile di scelte ed acquisti all’interno del nucleo familiare, gli operatori sanitari, i consumatori.

La coscienza alimentare è la chiara cognizione del fatto che la preferenza quotidiana dei cibi si ripercuote sulla propria vitalità, sull’emergenza fame e sete nel mondo, sul benessere animale, sull’equilibrio ambientale; è la comprensione prospettica dei diversi risvolti della nutrizione; è l’adozione di una dieta compatibile con le pregnanti esigenze dettate dall’urgente questione ecologica, di valenza trasversale decisiva.

“Noi non siamo nati soltanto da nostra madre, anche la terra è nostra madre, che penetra in noi giorno dopo giorno con ogni boccone che noi mangiamo”, sosteneva saggiamente Paracelso: dal Vertice mondiale di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile è emerso con evidente chiarezza il richiamo attivo all’impegno nella difesa dell’agroecosistema e alla responsabilità individuale e collettiva della vita dell’uomo e del pianeta all’interno dell’universo.

Alimentarsi è sinonimo di storia, cultura, tradizione, convivialità, piacere: in tal senso l’azione edificante deve coinvolgere l’intera popolazione all’interno di programmi generali ad ampio raggio.

Ripensare l’atto del consumo rendendolo conscio e responsabile significa comprendere che esso determina una serie di coinvolgimenti di carattere economico, sociale, etico.

Il dr. Gro Harlem Brundtland, direttore generale dell’OMS, afferma: “Anche piccoli interventi di educazione alimentare possono realizzare miracoli in tempi brevissimi”.

Nella dimensione della formazione permanente (lifelong education, continuing education) la rinascita di una solida coscienza alimentare coinvolge indistintamente tutti: ruolo determinante è svolto dalla scuola, agenzia educativa che ha il compito di plasmare una classe di cittadini critici collaborando in sinergia con le strutture sanitarie, l’industria alimentare, i mass media.

Il problema della sperequazione alimentare e degli squilibri ambientali è dovuto all’iniqua distribuzione e allo spreco delle risorse disponibili: avvicinare i giovani allo spirito del fair trade, il commercio equo e solidale, ha lo scopo di schiuderli al complesso sistema delle politiche dei consumi regolanti il mercato globale, nella cognizione dell’interdipendenza delle nostre azioni.

La società del terzo millennio reclama, con sempre maggiore insistenza, sicurezza, qualità, rispetto della natura, sostenibilità dello sviluppo e desiderio diffuso di ritorno ad attività produttive agricole ecocompatibili: l’educazione alimentare attuata in una prospettiva olistica ed ecologica è edificazione armonica ed integrale di una compiuta personalità sorretta da una sana coscienza nutrizionale.

Anna Russo

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