
La Campania vola nell’Alta Ristorazione e nella Grande Distribuzione.
Il Vinitaly si annuncia entusiasmante per tutta la viticoltura campana.
Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino, le tre docg irpine si collocano, secondo una ricerca resa nota da Veronafiere, tra i vini più ricercati nell’alta ristorazione grazie alla loro tipicità e all’ottimo rapporto tra qualità e prezzo; due caratteristiche che ne fanno vini di pregio, molto adatti alla cucina moderna.
“L’ERSAC, al Vinitaly vuole ribadire con forza il concetto del “vino come modello per lo sviluppo”, come più volte sottolineato dall’Assessore Andrea Cozzolino, perchè il vino può rappresentare il modello vincente per tutti gli altri settori dell’agricoltura campana. Non a caso è uno dei pochi settori che assiste al ricomponimento della ricomposizione fondiaria; ciò significa che i produttori investono con grande convinzione nel futuro”, ha dichiarato Gennaro Limone, Commissario dell’ERSAC.
Un’altra ricerca di Veronafiere conferma anche la forte presenza campana nel settore della grande distribuzione con la Falanghina, il bianco più diffuso nella regione grazie alle sue capacità di adattamento al suolo vulcanico. Ma non basta: per il terzo anno consecutivo il sondaggio del sito winenews.it conferma: è il Greco di Tufo il bianco più venduto nei winebar italiani.
Unica regione del Centro Sud ad avere tre docg, la Campania ha anche 18 doc e nove igt: un quadro normativo basato su una scelta molto precisa: solo aglianico, falanghina, fiano, greco, coda di volpe, piedirosso, biancolella, asprinio, e gli altri trenta vitigni autoctoni possono essere segnalati in etichetta.
Non c’è spazio per le uve internazionali all’ombra del Vesuvio dove la grande tradizione creata dai greci e rafforzata dai romani ha sempre privilegiato le uve locali, capaci di valorizzare le caratteristiche del terreno e del clima.
“Dopo lo scandalo del metanolo ed il flagello della fillossera che annientarono la viticoltura campana, si è lavorato tenacemente per la rinascita della Campania del vino; nel 1987 parteciparono al Vinitaly di Verona soltanto 12 aziende campane, all’edizione 2006 parteciperanno 144 aziende equamente distribuite tra le cinque province della Regione”, ha dichiarato Raffaele Beato, direttore generale dell’ERSAC Campania.
Campania igt, l’ultima nata, esclude infatti la possibilità di vinificare in purezza vitigni internazionali. È l’unico caso in Italia, frutto di una ricerca sul terreno fatta dai tecnici della regione supportati dalla prestigiosa facoltà Agraria di Portici.
Cresce la presenza regionale al Vinitaly: si passa infatti da 119 a 142 aziende mentre l’area espositiva complessiva è di circa 3500 mq.
Il programma quest’anno si arricchisce di nuove iniziative che veicoleranno l’immagine dei vini campani nel mondo; in primis il forum sul tema “IL VINO CAMPANO: RICERCA E INNOVAZIONE. IL VINO COME MODELLO DI SVILUPPO”, al quale parteciperà l’assessore regionale, On. Andrea Cozzolino, oltre a numerosi giornalisti enogastronomici, che si terrà giovedì 6 aprile alle ore 11.30.
Interessante la degustazione comparata tra i vini rossi campani ed i vini di altre regioni italiane, che sarà condotta dal giornalista del Gambero Rosso Marco Sabellico venerdì 7 aprile alle ore 13.00 e quella tra i bianchi nella stessa giornata alle ore 16.00, che sarà condotta dal giornalista della Guida di Slow Food, Gianni Fabrizio.
Comunicato stampa lancio del 31 marzo 2006
Per informazioni:
Ufficio stampa congiunto per Vinitaly
ERSAC - UNIONCAMERE CAMPANIA
Gerardo Antelmo
3335003300 - 3478186822
info@gerardoantelmo.com

Anna Russo








Anteprima del commento