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I vini campani vivono un momento d’oro

Lo afferma Costantino Capone, Presidente di Unioncamere Campania.

Vinitaly 2006

Capone (Unioncamere): Il vino campano attraversa un momento d’oro; ma il vero problema è il tentativo da parte delle multinazionali straniere di rendere industriale un prodotto che deve sforzarsi di rimanere prodotto di nicchia.

“Giungono voci di tentativi da parte delle multinazionali straniere del vino, soprattutto australiane, di estendere in Europa l’introduzione dei trucioli in luogo delle barrique. È un tentativo che va respinto soprattutto in considerazione del fatto che il vino prodotto in Italia, riesce a reggere sui mercati internazionali proprio per il valore aggiunto delle tipicità che ogni bottiglia, in ogni bicchiere esprime.

Spero che il prossimo Vinitaly, che si presenta entusiasmante per i vini di Campania, sapientemente battezzati “I NUOVI CLASSICI”, sia l’occasione per far riflettere l’intero mondo produttivo italiano sulla necessità di vincere la sfida, sul terreno della qualità e non dei “low cost”, con i “nuovi produttori” che dispongono di strumenti di marketing e di capitali enormi e che dunque non temono la concorrenza sul terreno dei prezzi”, ha dichiarato Costantino Capone, Presidente di Unioncamere Campania, ente che insieme con l’ERSAC organizza la partecipazione delle aziende al Vinitaly di Verona che si terrà a partire da giovedì 6 aprile fino a lunedì 10 aprile.

Nella foto, il Presidente di Unioncamere Campania, Costantino Capone

“I vini campani vivono un momento d’oro, direi entusiasmante, si pensi che la più prestigiosa guida di settore, quella del Gambero Rosso, ha premiato nell’edizione di quest’anno come migliore Vino Rosso d’Italia, un Taurasi DOCG. Dieci anni fa, nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare un successo di simile portata”, continua Capone, rimarcando soprattutto la crescita media di tutte le aziende della Campania, da Salerno a Benevento, da Avellino a Napoli e Caserta.

“Quanto all’uso dei trucioli legale in Australia, è necessario che tutto il comparto del vino di qualità italiano si mobiliti per impedire che in sede di revisione dei regolamenti comunitari venga consentito l’uso dei trucioli, di costo irrisorio rispetto alle barrique che oggi contribuiscono a rendere grande la gran parte dei vini italiani e francesi. Non si possono inseguire i nuovi paesi produttori sulla variabile dei bassi costi di produzione e conseguente bassa qualità.

Bisogna riaffermare che il vino di qualità è il simbolo del nostro paese e dei produttori campani e giammai si possono trovare scorciatoie finalizzate ad ottenere grande qualità con piccoli costi. Questa regola i produttori campani l’hanno capita, per questo i vini campani anche al Vinitaly 2006 riscuoteranno il giusto successo che tocca a chi lavora con onestà e competenza”, ha concluso Costantino Capone.

Comunicato stampa del 31 marzo 2006

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Per informazioni:
Ufficio stampa congiunto per Vinitaly
ERSAC - UNIONCAMERE CAMPANIA
Gerardo Antelmo
3335003300 - 3478186822
info@gerardoantelmo.com

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