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Guide e riviste di vino: “meno punteggi e più territorio”

Un’indagine qualitativa di Città del Vino su come operatori del settore e consumatori guidicano l’editoria del vino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le guide e le riviste di enogastronomia?

 

Utili per scoprire nuovi vini e conoscere il panorama enologico nazionale, ma troppo soggettive nei giudizi, poco attente ai piccoli produttori e ai territori minori, e, soprattutto, povere di informazioni sui territori d’origine.

 

Questi, in sintesi, i giudizi espressi da un gruppo di consumatori e professionisti di settore intervistati nell’ambito di una ricerca delle Città del Vino, “L’immagine del vino nell’editoria italiana”.

 

I risultati finali dello studio protagonisti al prossimo Forum Biteg,  in programma a Riva del Garda (Trento) dal 12 al 14 maggio 2006: l’anteprima dell’interessante analisi è stata presentata questo pomeriggio al Vinitaly durante il convegno “Un futuro di sfide”  promosso da Città del Vino, Coldiretti e Fondazione Symbola.

 

L’indagine è stata costruita con la metodologia del focus group su due gruppi di consumatori e con interviste in profondità a professionisti del settore. Il focus group è una tecnica di rilevazione basata sulla discussione intorno a un argomento specifico all’interno di gruppi di persone.

 

Per il focus group sui consumatori sono stati coinvolti:

un gruppo di 12 studenti del Master europeo in vitivinicoltura, organizzato da Recevin, la rete europea delle Città del Vino;
più un panel di 8 professionisti, di età tra i 35 e 65 anni, amanti del vino.
Per le “interviste in profondità” sono stati coinvolti tre gruppi di selezionati:

enologi,
ristoratori,
enotecari.  
La ricerca è stata condotta per conto di Città del Vino da Manuela Gabbai, sociologa dei consumi alimentari e collaboratrice dell’Università di Firenze, dipartimento di economia agraria e risorse territoriali.

 

Sia i consumatori che gli operatori di settore considerano le guide e le riviste di enogastronomia come un importante strumento di informazione, utile per conoscere:

il mondo del vino;
il panorama produttivo italiano. 
Per gli operatori di settore sono anche utili per comprendere:

l’andamento del mercato;
i vini emergenti.
Tuttavia entrambe le categorie di intervistati hanno mosso critiche all’editoria enogastronomica per la qualità dell’informazione veicolata.

 

Le guide, in particolare, sono criticate per la loro soggettività: riflettono troppo i gusti di scrive ed è molto difficile stabilire i criteri di giudizio, secondo le due categorie di intervistati.

 

Gli operatori del settore si sono dimostrati particolarmente contrari alla quantificazione in punteggi dei riconoscimenti, piuttosto le guide dovrebbero commentare in maniera approfondita quanto un vino rappresenti il territorio d’origine, senza votazione.

 

Entrambi i gruppi si sono detti contrari alla pubblicazione di giudizi negativi: meglio, piuttosto, non parlare di quei vini.

 

Un altro aspetto rilevato dalla ricerca di Città del Vino riguarda il fatto che si parla troppo poco dei piccoli produttori e dei territori minori, privilegiando le grandi case e i territori già conosciuti (Toscana, Piemonte, Sicilia).

 

Il gruppo dei consumatori ha espresso il desiderio di poter leggere guide che descrivano più approfonditamente il territorio d’origine e la filosofia del produttore.

 

Comunicato stampa del 6 aprile 2006

 

Ufficio stampa Città del Vino

0577/271579

Massimiliano Rella

338/9410716

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