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"La più sana e la più igienica delle bevande"

Louis Pasteur 175 anni or sono dichiarò tale il vino.

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il vino deve essere sempre più
il simbolo che propizia la pace fra gli uomini
e aggiunge un sorriso all’amicizia e all’amore.
Edmondo De Amicis

Riflettere sui giudizi positivi espressi a favore del moderato e costante consumo di vino dalla Scienza medica fa scaturire certamente un maggiore interesse per il vino, sia nei bevitori che negli astemi, poiché l’argomento è stato studiato sotto il profilo della salute fisica e psichica.

Tralasciando ogni trattazione tecnica e scientifica inerente l’Enologia, disciplina molto vasta e complessa poiché fondata su conoscenze scientifiche della chimica, microbiologia, fisica, meccanica, ecc., mi limito ad alcune particolari considerazioni e a riportare in forma sintetica alcuni giudizi di autorevoli Studiosi che attestano l’utilità del consumo del vino durante i pasti come efficace complemento della razionale alimentazione.

A parte gli apprezzamenti di antichi personaggi quali Ovidio, Plinio, Columella, la prima autorevole definizione moderna di vino si deve allo scienziato francese Louis Pasteur, che circa 175 anni or sono lo dichiarò “la più sana e la più igienica delle bevande”.

Questa bevanda naturale e inimitabile, di millenaria e nobile tradizione, ha affascinato anche poeti, scrittori e artisti vari. Ricordiamo, ad esempio, Edmondo De Amicis: “il vino deve essere sempre più il simbolo che propizia la pace fra gli uomini e aggiunge un sorriso all’amicizia e all’amore”.

Ed è anche ben noto il suo significato religioso.

 

È necessario innanzitutto una netta distinzione tra uso e abuso di vino e tra vino e superalcolici.

L’ alcolismo è un fenomeno patologico che va prevenuto e combattuto, mentre l’ingestione dell’alcool in giuste dosi agisce come complemento dietologico nell’angina pectoris e nelle affezioni coronariche in genere (atti del XIX Simposio Internazionale di Fisiopatologia dell’Alimentazione).

L’azione tonificante dell’alcool migliora il lavoro muscolare aumentandone il rendimento.

Molti igienisti, biologi e medici considerano il vino un efficace complemento della dieta: il vino sano e genuino è un alimento, agisce da catalizzatore dell’assorbimento dei cibi ed è un corroborante.

La complessa e armonica composizione che la Natura ha riservato al succo d’uva fermentato fa sì che l’alcool è legato ad altri costituenti benèfici, per cui esso nell’organismo ha un effetto assolutamente diverso dall’alcool contenuto nelle altre bevande di tipo industriale più o meno artificiali.

L’alcool in giusta dose rappresenta un antidoto ai processi di decalcificazione senile e favorisce l’eliminazione delle scorie tossiche dai tessuti, facilita la circolazione sanguigna e contribuisce a combattere la malinconia dell’età avanzata.

 

Ciò sarebbe dimostrato dal fatto che nella dieta dei centenari vi è la presenza costante di bevande alcoliche genuine come il vino: di qui il detto popolare “il vino è il latte dei vecchi”.

Esso ha pure grande importanza nel trattamento dell’obesità, poiché attiva per via naturale e fisiologica i processi metabolici.

Dal punto di vista biologico il vino può essere considerato un alimento dinamogeno, sulla conoscenza che l’alcool, venendo rapidamente metabolizzato, si trasforma in gran parte in calore (apporto di circa 700 calorie/litro).

Le malattie ischemiche e aterosclerotiche del miocardio risulterebbero ridotte dal 30 al 70% in soggetti che bevono modeste quantità di vino rispetto ai non bevitori.

La mortalità relativa è inferiore nei saggi bevitori rispetto agli astemi e rispetto a quelli che ne abusano.

La dose capace di esplicare questa azione protettiva si aggirerebbe sui 500-600 cc di vino al giorno di 10-12 gradi nei due pasti principali.

 

Non tutte le bevande alcoliche hanno lo stesso grado di protezione: considerato uguale a 1 il rischio di infarto per i non bevitori, nei bevitori moderati di vino esso scende a 0,4 , mentre per chi consuma birra il rischio rimane a 0,8 e per i consumatori di super alcolici a 0,9.

 
Sembra che il vino, specialmente rosso, eserciti la sua azione protettiva influendo essenzialmente sui lipidi plasmatici e impedendo la formazione di placche aterosclerotiche e l’adesione delle piastrine del sangue alle placche (Paoletti).

 

La conferma della quantificazione della “giusta dose” si riscontra nella “Fisiologia Medica” di Guyton.

 

Qui è dimostrato che l’apporto di un grammo di alcool per kg di peso corporeo introdotto nella dieta quotidiana è utile all’economia di tutto l’organismo, rendendo anche più gradevole l’appetibilità delle vivande che vengono meglio digerite per l’attivazione delle secrezioni gastriche, ripristinando il tono vitale e migliorando lo stato psichico dell’individuo.

Se ne deduce che un uomo adulto normale del peso di 70 kg può tranquillamente consumare 500-600 cc di vino al giorno; per le donne se ne consiglia la metà.

 

Il vino costituisce, inoltre, un blando psicofarmaco fisiologico, come dimostra il fatto che le popolazioni consumatrici di vino consumano meno tranquillanti.

 

E poi? è immaginabile la tanto decantata dieta mediterranea senza un bicchiere di buon vino?

 

Nicola Buongiorno
enologo e agronomo
accademico ordinario dell’Accademia italiana della vite e del vino

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