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La denuncia di Jacopo Biondi Santi

“Siamo di fronte ad uno scempio annunciato della Maremma", afferma il produttore di vino proprietario del Castello di Montepò.

 

 

 

 

 

 

 

JACOPO BIONDI SANTI, PRODUTTORE E PROPRIETARIO DEL CASTELLO DI MONTEPÓ: “IL PARCO EOLICO DI SCANSANO È UNO SCEMPIO ANNUNCIATO, CHIEDEREMO AL COMUNE I DANNI DI IMMAGINE”

 

Montalcino, 21 aprile 2006 - Una delle valli più belle della Toscana, dominata da una fortezza medioevale dell’XI secolo, rischia di essere deturpata per sempre dalla costruzione di dieci altissimi aereogeneratori

 

Tra i più strenui oppositori del progetto del parco eolico di Scansano c’è Jacopo Biondi Santi, produttore di vino e proprietario del Castello di Montepò: “Siamo di fronte ad uno scempio annunciato della Maremma - spiega Jacopo Biondi Santi - questo parco andrà a deturpare il paesaggio, gravato oltretutto da vincoli storico-ambientali, di una delle zone più belle e amate della Toscana, per un risultato davvero scarso in termini di produzione energetica, vista la ridotta ventosità di queste colline. Se il parco eolico verrà realizzato, chiederemo ingenti danni d’immagine al Comune di Scansano”.

 

Jacopo Biondi Santi ha acquistato il Castello di Montepò - fortezza medioevale dell’XI secolo, di grande fascino architettonico ed enorme valore monumentale - investendo negli ultimi anni ingenti somme per il recupero di quest’area.

 

Con il suo arrivo nel terroir del Morellino, Biondi Santi, nota griffe del Brunello di Montalcino, ha inoltre attirato molti altri produttori, contribuendo così a rilanciare la viticoltura (il valore di un ettaro è triplicato nel giro di poche settimane) ed il turismo nel territorio.

 

Nella tenuta sono state inoltre intraprese complesse e costose analisi di tipizzazione per individuare, in ogni particella, le caratteristiche del terreno, la preparazione ideale, il tipo di portinnesti, la manutenzione delle viti e così via. Il risultato sono etichette caratterizzate da uno strettissimo legame tra cultura, territorio e microzona, concepite nel più assoluto rispetto dei valori ambientali.

“Sono profondamente amareggiato - sottolinea Jacopo Biondi Santi - Non riesco a capacitarmi come l’amministrazione comunale di Scansano abbia potuto approvare un’opera simile, senza nemmeno consultare chi in questa zona abita e lavora.

 

È difficile accettare che un paesaggio unico, che americani o giapponesi difenderebbero come un tesoro prezioso, venga rovinato per sempre Molte sono poi le irregolarità da chiarire per quanto riguarda il procedimento di autorizzazione del progetto - prosegue Biondi Santi - Per esempio, l’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici ha scritto al Comune di Scansano richiedendo in base a quali norme è stata assegnata la concessione per la gestione del parco eolico. Impianti di questo tipo possono andare bene in altri contesti, meno antropizzati, non certo per un territorio privilegiato dai turisti, che qui intorno vengono a visitare cantine e vigneti progettati nel più assoluto rispetto per il paesaggio e l’ambiente.

 

La nostra paura è che un caso simile faccia da apripista alla costruzione di parchi eolici in altre zone protette della Toscana: ci dovremmo forse aspettare in un prossimo futuro torri gigantesche in mezzo alla Val d’Orcia, sul Monte Amiata o nel Parco Naturale della Maremma? Se verrà costruito il parco eolico di Scansano allora tutto diventerà possibile…”.

 

Gianluigi Ceruti, l’avvocato amministrativista che in passato ha promosso la legge sui parchi nazionali ed ora patrocina Jacopo Biondi Santi e le sue società contro la centrale eolica progettata sulla dorsale di Murci di Scansano, dichiara: “Il paesaggio italiano - risorsa fondamentale del nostro Paese e valore costituzionale primario - è ormai allo sbando: ogni giorno viene calpestato e deturpato ovunque senza che le istituzioni intervengano.

 

Le centrali eoliche offrono un contributo, seppur modesto, alla soluzione del problema energetico che, peraltro, trova nel risparmio la sua fonte quantitativamente più importante. Tuttavia, se la loro realizzazione lede irreversibilmente il paesaggio (in questo caso, un lembo collinare prezioso della Maremma) meglio farne a meno. E l’ultimo presidio a tutela della legittimità delle procedure e dell’integrità ambientale rimane la Giustizia amministrativa”.

 

Il parere negativo sulla realizzazione del parco eolico non deriva ovviamente da un atteggiamento contrario allo sfruttamento di energie rinnovabili, ma ricade sulla scelta del luogo in cui si intende realizzarlo: troppo invadente e impattante per un’area che da sempre si distingue per il suo appeal naturalistico (qui vicino si trovano le Riserve Naturali di Monte Labbro, Poggio all’Olmo e Rocconi), oltre che per le emergenze storico-archeologiche. La prima grossa conseguenza dell’installazione delle torri sarà il cambiamento del microclima, con una variazione dei flussi del vento e delle piogge e importanti ripercussioni sulla vita degli animali e delle piante selvatiche.

 

Queste centrali, al di là dell’impatto paesaggistico, generano anche un traumatico inquinamento acustico, a cui si aggiunge un notevole squilibrio ambientale, a sfavore di tutta la flora e la fauna stanziale e di passo presente.

 

La vallata tra Montepò e Monte Lumini è infatti il canale naturale che raccoglie il flusso migratorio di numerose specie pregiate dal punto di vista naturalistico. E se gli uccelli, soprattutto falchi rari, gufi e altri rapaci protetti, vengono forzatamente allontanati dal loro habitat, a causa dell’enorme rumore generato dai rotori eolici e del cambiamento del microclima, si crea un forte squilibrio generando una proliferazione di ratti e simili. Un altro aspetto rilevante sono i lavori necessari per realizzare le infrastrutture, con la costruzione ex novo di strade per i camion adibiti a trasporti eccezionali e di scavi per la posa di linee elettriche e cavi.

 

Comunicato stampa del 21 aprile 2006

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