Il pregiato latte di cammella

Dal Sahara alla Mongolia la domanda di latte di cammella è in grande espansione: secondo la FAO potrebbero aprirsi grandi opportunità per i pastori nomadi che lo producono.

L’acqua è anima.
Il latte è vita.
Popolazione nomade Ahaggar dell’Algeria

Il latte di cammella, di alto valore nutritivo, per i suoi estimatori è vero nettare; leggermente più salato e tre volte più ricco di vitamina C del latte di mucca, ricco di ferro, di acidi grassi non saturi e di vitamine del gruppo B, in Russia, Kazakistan ed India spesso viene prescritto ai convalescenti, mentre in Africa viene dato ai malati di AIDS.

I somali ne sono ghiotti e sono fermamente convinti delle sue qualità curative: dal Sahara alla Mongolia la domanda di latte di cammella è in grande espansione.

In Tunisia la gente percorre centinaia di chilometri per procurarselo; in Etiopia ed in Somalia i pastori sono disposti a viaggiare 12 ore per andare a venderlo a Gibuti, dove i prezzi sono alti.

A N’Djamena, in Ciad, nuove latterie stanno affermandosi; in un’altra parte del globo è considerato un potente toccasana contro parecchie malattie, e nei paesi del Golfo si crede abbia addirittura poteri afrodisiaci.

Le tecniche d’allevamento dei cammelli sono rudimentali e buona parte dei 5,4 milioni di tonnellate di latte che vengono prodotti ogni anno, da una popolazione complessiva stimata nell’ordine di 20 milioni di cammelli, viene succhiato dagli stessi piccoli.

La FAO intravede grandi prospettive per i prodotti caseari derivati da latte di cammella: potrebbero sia fornire un’efficace risorsa alimentare aggiuntiva alle popolazioni che vivono in zone aride e semi-aride sia rappresentare per i pastori nomadi una buona fonte di reddito.

Nelle steppe del Kazakistan e della Mongolia le popolazioni trasformano il prodotto fresco in latte fermentato, denominato Shubat in Kazakistan e Khoormog nella vicina Mongolia.

Ad Almaty, antica capitale del Kazakistan, un moderno caseificio produce il Kourt, un formaggio duro usato prevalentemente grattugiato, e gustosi dolci a base di latte di cammella.

Nancy Abeiderahmanne, che da 15 anni gestisce con successo in Mauritania un caseificio di latte di cammella, mucca e capra, produce un formaggio a pasta molle con crosta bianca, chiamato Caravane, soprannominato Camelbert.

Il cioccolatificio viennese del signor Johan Georg Hochleitner intende lanciare il prossimo autunno il cioccolato al latte di cammello, a basso contenuto calorico.

Anthony Bennett, esperto di prodotti caseari e animali della Fao, è certo che “migliore foraggio e assistenza veterinaria potrebbero far aumentare la produzione fino a 20 litri al giorno” aprendo ai pastori nomadi un mercato mondiale del valore di circa 8 miliardi di euro.

L’Agenzia spera che i finanziamenti aiutino a sviluppare il settore sia a livello locale sia a far sì che possa espandersi e raggiungere i più lucrativi mercati dell’Occidente e del Medioriente.

“Il potenziale di sviluppo è enorme”, afferma convinto Bennett.

- Latte di cammella: un tesoro ancora da sfruttare

Per informazioni:
Christopher Matthews
Ufficio Stampa FAO
Christopher.Matthews@fao.org
(+39) 06 570 53762

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Pubblicato il 1 maggio 2006 in: Focus alimenti e bevande

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  • aniello esposito

    07 nov 2008 - 10:31 - #1
    0 punti
    Up Down

    ciao sono un casaro .vorre un informazzione il latte di cammello, le sue carateristiche. grasso e proteine

  • aniello esposito

    07 nov 2008 - 10:32 - #2
    0 punti
    Up Down

    ciao sono un casaro .vorre un informazzione il latte di cammello, le sue carateristiche. grasso e proteine

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