Vini di Campania: arriva la selezione 2006

A Villa Campolieto per tre giorni il gotha dell’enologia italiana sceglierà i campioni del “made in Campania”. Beato (ERSAC): “I vini campani non devono invidiare nulla ai vini Toscani e Piemontesi”.

Oltre 130 aziende, per un totale di 400 tipi di vini, a partire da domani concorreranno per conquistare il prestigioso riconoscimento biennale assegnato dall’ERSAC Campania in favore dei migliori produttori vinicoli della Regione.

Lo scenario è quello di Villa Campolieto di Ercolano dove per tre giorni il gotha dell’enologia italiana selezionerà i gioielli “made in Campania”.

Il prossimo venerdì 23 giugno infine, nell’ambito di una cena che si terrà nel prestigioso Palazzo Crispi di Napoli, saranno consegnate le “lauree” alle aziende meritevoli di aver prodotto e presentato in degustazione i migliori vini prodotti in Campania.

Per dare una garanzia di legalità, il concorso prevede l’anonimizzazione da parte di un notaio, il dr. Giuseppe Grasso del distretto di Napoli, dei campioni pervenuti numerosi.

A giudicare i vini saranno trenta enotecnici italiani guidati dal presidente europeo, Giuseppe Martelli.

Ormai, la Campania è al top nella valutazione tra le regioni del vino. Le riviste internazionali oggi considerano la Campania, come un tempo forse consideravano la Toscana, regioni a grande vocazione vitivinicola. Il lavoro compiuto negli ultimi anni è considerevole ma è necessario ora che aziende ed organismi istituzionali consolidino la cultura della qualità e riconoscano nuove aree agricole vocate alla produzione di vini a Denominazione di Origine. Se si pensa ai grandi passi avanti compiuti ad esempio dai vignaioli produttori di Falanghina dei Campi Flegrei, di Taurasi o di Fiano e Greco di Tufo, si può comprendere come è possibile migliorare le qualità dei vini prodotti”, ha dichiarato Raffaele Beato, direttore generale dell’ERSAC.

La selezione è anche un momento di grande promozione del vino campano, che necessita di iniziative di divulgazione importanti se si considera ad esempio che soltanto il 7% del vino prodotto viene imbottigliato per essere immesso sul mercato.

La Campania non può essere la regione dei vini per soli ristoratori, è necessario che la produzione si allinei alla domanda!”, ha concluso Raffaele Beato.

Comunicato stampa del 20 giugno 2006

Per informazioni:
Gerardo Antelmo
3335003300 - 3478186822
info@gerardoantelmo.com

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Pubblicato il 20 giugno 2006 in: Eventi

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