Ceci salutari

I preziosi consigli alimentari del dr. Catello Matonti, responsabile scientifico dell'A.M.E.I.

100 g di ceci secchi (quelli freschi sono quasi impossibili da trovare in commercio) racchiudono 55 per cento di carboidrati, 22 per cento di proteine, 14 per cento di fibre, sali minerali (calcio, ferro, fosforo, potassio, ecc.) e vitamine (A e B).

Questo alimento, di comune impiego in tutti i paesi mediterranei (ma diffusissimo anche in India), è un importante ingrediente di molti piatti della nostra tradizione: zuppe, minestre e paste con ceci costellano le nostre cucine regionali.

La farina di ceci, inoltre, è la materia prima di molte focacce (chiamate in vario modo: farinata, cecina, panissa, ecc.) consumate nell’Italia settentrionale, soprattutto nell’area ligure e toscana.

I ceci sono un alimento diuretico e le minestre arricchite con questo legume favoriscono l’eliminazione dell’acido urico e dei sali presenti in eccesso nell’organismo.

Il consumo regolare di ceci (sempre in piccola quantità, a integrazione soprattutto di un piatto di cereali integrali) è consigliabile anche a chi soffre di calcoli o sabbia nelle vie urinarie.

Istruzioni per l’uso
I ceci sono usati meno di quanto meriterebbero le loro caratteristiche nutrizionali e la loro bontà. Il motivo è presto detto: i tempi di cottura necessari per farli diventare morbidi e digeribili sono effettivamente lunghi e, in ogni caso, superiori a quelli degli altri legumi.

Ecco allora le regole d’oro per poter consumare i ceci con una certa frequenza senza dover passare intere giornate a controllare le pentole in cucina.

- Mettete i ceci a bagno in acqua fresca per non meno di 12 ore.

- Rinnovate l’acqua e fateli cuocere in pentola a pressione per almeno un’ora.

- Non salate l’acqua di cottura: la buccia (la parte più resistente alla cottura) risulterà molto più morbida.

- Aggiungete aglio, un pezzetto di alga ed erbe aromatiche (alloro, rosmarino): migliorerete il sapore, ma anche la digeribilità dei ceci.

I ceci così cucinati, senza l’aggiunta di grassi, possono essere conservati nel surgelatore per diverse settimane.

dr. Catello Matonti

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Pubblicato il 6 agosto 2006 in: Medicina Ecologica

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