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Simboli e Simbologia

"Solo chi è innamorato della natura e ad essa si rivolge con rispetto e devozione può sperare di cogliere qualcuno dei suoi profondi segreti", afferma giustamente Silvano Parisen.

La descrizione dei quattro elementi ci ha portato a considerare la storia del mondo come evoluzione dagli stati più sottili e imponderabili a quelli più solidi e ponderabili. Infatti, secondo una certa visione del mondo, la manifestazione è proceduta dallo spirito alla materia, passando per stati successivi di condensazione rappresentati dagli elementi Fuoco, Aria, Acqua, Terra.

Il mondo visibile, palpabile, di cui siamo parte integrante non sarebbe altro che spirito condensato o cristallizzato e, dello spirito originario, esso dovrebbe mantenere i caratteri essenziali: la bellezza, la perfezione, l’armonia, la saggezza.

Nella Natura che ci circonda si possono leggere questi caratteri: basta osservare con animo sereno e sgombro da pregiudizi qualsiasi manifestazione della natura per cogliere la presenza di energie e forze che sfuggono alla percezione sensibile.

È quello che hanno fatto schiere di poeti, scrittori e artisti che hanno preso ispirazione dalla natura per parlare o descrivere il divino che sta dietro alle cose. Ma non occorre essere degli artisti per provare emozioni di fronte alla bellezza di un fiore, di un paesaggio, di un cristallo.

Certo, solo l’artista sa tradurre questa emozione in opere d’arte ma a tutti è concesso provare emozioni. E l’emozione non è altro che un linguaggio, il linguaggio della natura che si svela all’uomo e racconta di un mondo invisibile e misterioso che l’uomo può solo sentire o intuire ma che non è in grado di riprodurre.

Ernst Junger diceva: “… se l’animo si distoglie dalle cose umane e si volge alle piante, agli animali e ai minerali, non è affatto un errore, come a volte si sente dire. Quell’atto può essere il segno di un puro sforzo di autoconservazione, il desiderio di prendere parte a un’esistenza superiore … Quando tutto è silenzio le cose cominciano a parlare; pietre, animali e piante diventano fratelli e sorelle e comunicano ciò che è nascosto. Un arcobaleno invisibile circonda quello visibile”.

In queste affermazioni non c’è niente di trascendentale, ricalcano esattamente le esperienze vissute e narrate da viaggiatori solitari che, anche ai nostri giorni, hanno attraversato zone desolate come deserti e ghiacciai o hanno attraversato mari o scalato montagne.

Qualcuno di questi viaggiatori ha parlato della scoperta del sacro che è avvenuta nel contatto diretto, faccia a faccia con la natura selvaggia.

È una scoperta che non a tutti è dato ricevere e del resto non si vede perché la natura dovrebbe svelarsi a persone distratte, non interessate, impegnate in tutt’altre cose molto più materiali. Solo chi è innamorato della natura e ad essa si rivolge con rispetto e devozione può sperare di cogliere qualcuno dei suoi profondi segreti. Solo chi è disposto a mettersi in gioco per amore della conoscenza può sperare che la conoscenza gli venga incontro.

È un compito arduo, una strada in salita ma su questa strada ci sono degli aiuti, dei segni che, come indicazioni stradali, possono orientare la ricerca e facilitare il percorso. Questi aiuti sono i simboli.

Silvano Parisen

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