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La storia dell’uomo e i simboli

La storia dell’uomo è costellata di simboli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia dell’uomo è costellata di simboli.

Il simbolo non è altro che un linguaggio scritto che mantiene nel tempo la sua capacità di trasmettere il messaggio che esso contiene. Una lingua parlata può essere oggetto di interpretazioni diverse a seconda del luogo e del tempo. Un simbolo invece mantiene inalterato nel tempo il suo significato e risulta comprensibile a persone e popoli di tradizioni diverse.

 

È in pratica un linguaggio universale che unisce popoli e tradizioni e li riconduce tutti all’unica origine comune. Origine che si fa risalire alla manifestazione dello spirito. In effetti se guardiamo alle varie tradizioni possiamo notare che ognuna dà una sua interpretazione della storia del mondo ma tutte riconoscono l’origine divina del mondo.

 

Tutte presuppongono che l’uomo non sia fine a se stesso ma parte integrante di un ciclo evolutivo che parte dallo spirito e si manifesta nelle varie forme del mondo della materia.

Se l’origine è unica, è unica anche la tradizione originaria da cui, nel tempo, sono derivate le varie tradizioni. E da questa prima tradizione deriva il simbolismo che accompagna la storia del mondo. In questo senso il simbolo è il mezzo più adeguato per l’insegnamento delle verità di ordine superiore, religiose e metafisiche.

 

È anche il mezzo più adatto alle esigenze umane:  un’intelligenza pura non ha bisogno di forme esteriori per comprendere la verità e per comunicarla ad altri, nella misura in cui ciò sia comunicabile. Ma l’uomo non è intelligenza pura, è un miscuglio di spirito e materia e ha bisogno di una base sensibile per poter comprendere le verità superiori.

 

Il pensiero, come espressione del lato spirituale, può cogliere le verità ma ha bisogno del linguaggio per poterle tradurre e comunicare. Il simbolismo fornisce questo linguaggio. In origine, il linguaggio aveva questa funzione; infatti la scrittura originaria era ideografica e ancor oggi in certi paesi, come anche la Cina, essa mantiene questo carattere.
 

La differenza fra il linguaggio corrente e il simbolo è che il primo ha forma analitica, discorsiva, come la ragione umana di cui è lo strumento, mentre il secondo è essenzialmente sintetico e per ciò stesso intuitivo e si pone quindi al di sopra della ragione. Tramite l’intuizione si può accedere a verità nascoste e la forma simbolica fornisce un aiuto per andare in questa direzione.

 

Così le verità più alte, che non sarebbero comunicabili o trasmissibili con qualsiasi altro mezzo, lo divengono fino a un certo punto quando sono incorporate in simboli che le dissimuleranno a molti, ma le manifesteranno in tutto il loro splendore agli occhi di coloro che sanno vedere.

 

Silvano Parisen

 

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