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Il simbolismo della Natura

Nella Natura il sensibile può simboleggiare il soprasensibile; l’intero ordine naturale può, a sua volta, essere un simbolo dell’ordine divino. In questa ottica la Natura diventa un mezzo per elevarsi alla conoscenza delle verità divine e questo è anche il compito principale del simbolismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“In principio era il Verbo” Con queste parole si apre il Vangelo di Giovanni che poi prosegue “.. per mezzo di lui tutte le cose sono state create ..”.

La Creazione dunque è opera del Verbo, anzi è la sua manifestazione, la sua espressione esteriore ed è per questo che il mondo è come un linguaggio divino per coloro che sanno comprenderlo “Caeli enarrant gloriam Dei” (salmi XIX2).

Il Verbo o Logos è allo stesso tempo pensiero e parola, pensiero all’interno e parola all’esterno: è l’intelletto divino che contiene il Tutto dall’eternità e che ha generato all’inizio dei tempi il mondo sensibile nelle sue infinite forme.

 

Forme non casuali o arbitrarie ma perfettamente adeguate alla Parola che le ha generate e quindi anche dense di significato in quanto ad ognuna deve corrispondere un aspetto del pensiero divino. Anche il linguaggio umano, nella sua essenza, esprime questa corrispondenza.

 

Ogni vocabolo, ogni nome deve riflettere le caratteristiche dell’oggetto nominato. Adamo (Genesi II, 19-20) potè nominare gli esseri che lo attorniavano soltanto quando ebbe ricevuto la conoscenza della Natura e dei suoi esseri e tutte le tradizioni antiche concordano nell’insegnare che il vero nome di una creatura non è che una sola cosa con la sua natura e la sua stessa essenza.

Se il mondo è l’effetto della Parola divina proferita all’inizio dei tempi, la Natura stessa può essere presa come simbolo della realtà soprannaturale. Piante, animali, minerali, tutti dovrebbero simboleggiare particolari aspetti di questa realtà. L’uomo stesso, che nel suo essere sintetizza i tre mondi, minerale, vegetale e animale, dovrebbe essere, a maggior ragione il simbolo della realtà divina. Ed in effetti questo è quanto si afferma nella Bibbia “creato a immagine di Dio” (Genesi, I, 26-27): il primo uomo ebbe un corpo a immagine e somiglianza di Dio.

Certo, al giorno d’oggi, non si dà molta importanza al corpo fisico, o meglio si da importanza solo al lato estetico e si fa di tutto per modificarlo secondo determinati canoni. Si trascura così il lato funzionale, si trascura il fatto che veramente l’uomo nella sua costituzione fisica è qualcosa di perfetto, anzi è la cosa più perfetta che si riesca ad immaginare.

 

Basti pensare ad un singolo pezzetto di osso, ad un femore. Il miglior ingegnere, il più grande tecnico non potrebbe costruire qualcosa di più perfetto, se gli fosse posto il problema di raggiungere la massima capacità di portata col minimo impiego di materiale. Basti pensare al cuore.

 

Ogni anatomista parlerà sempre con la massima ammirazione del cuore e del modo meraviglioso in cui funziona, nonostante tutti gli attacchi che deve subire nel corso di una vita a causa dei nostri comportamenti sbagliati.

 

Nella Natura, quindi, il sensibile può simboleggiare il soprasensibile; l’intero ordine naturale può, a sua volta, essere un simbolo dell’ordine divino.

 

In questa ottica la Natura diventa un mezzo per elevarsi alla conoscenza delle verità divine e questo è anche il compito principale del simbolismo.

 

Silvano Parisen

 

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