
La magnetoterapia a campo stabile consiste nell’uso dei magneti, ovvero calamite, di varie dimensioni e potenza magnetica, poste su aree del corpo.
I magneti usati oggi possiedono un potere di emissione del campo magnetico anche 30-40 volte maggiore di quelli del tempo di Galileo.
La magnetoterapia stabile è stata utilizzata dagli egizi, dai cinesi, dagli antichi romani e dai popoli del medioevo fino ai giorni nostri.
Il grande medico Paracelso definì la magnetoterapia “Principe della medicina”.
Il flusso magnetico penetra nella cute per 2- 5 centimetri.
La scienza ha scoperto nel nostro corpo, come in quello di alcuni animali, minutissimi cristalli, quasi microscopici, di una sostanza definita magnetite biogenica, ovvero microcristalli ad azione magnetica prodotti dal nostro stesso organismo (biogenici).
Quali sono le patologie più comuni in cui la magnetoterapia torva applicazione, soprattutto nell’ambiente domestico?
Tutte le disfunzioni comuni dell’apparato osteo-articolare traggono giovamento, in genere, dall’applicazione di magneti. Anche alcune disfunzioni digestive e ginecologiche comuni possono trarne beneficio. Spesso l’uso della sola acqua “magnetizzata” è già utile. In realtà la magnetoterapia si rivela, in gran parte delle situazioni, un buon sussidio che integra bene altre terapie, sia naturali che farmacologiche, quando non si può diversamente.
Che cos’è l’ acqua magnetizzata?
Acqua potabile su cui si è posto il lato di un magnete per almeno 12 ore, ad esempio ponendo una bottiglia piena sopra un magnete a mattonella. Non è che l’acqua si magnetizzi in senso fisico classico, magari attraendo la limatura di ferro o altro: le molecole al suo interno vengono per così dire “ordinate” in modo coerente alla polarità a cui è stata esposta.
Per leggere integralmente l’articolo del dr. Catello Matonti

Anna Russo








