Il Grano

"La spiga dorata che al suo interno racchiude i preziosi chicchi di grano è sempre stata, fin dall’antichità, il simbolo della fertilità della terra", ricorda Silvano Parisen.

A giugno, quando il sole arriva al suo massimo splendore, anche il grano arriva al massimo del suo grado di maturazione. La spiga dorata che al suo interno racchiude i preziosi chicchi di grano è sempre stata, fin dall’antichità, il simbolo della fertilità della terra. Infatti, da un solo chicco di grano, grazie al fenomeno dell’accestimento, possono crescere decine di spighe e migliaia di granelli.

È questo uno dei motivi per cui l’uomo, fin dai primi secoli della sua storia ha attribuito tanta importanza al frumento. Assieme alla facilità della coltivazione e alla facilità di conservazione il frumento dà quella sicurezza che proviene dall’abbondanza del raccolto e dalla consapevolezza della preziosità del prodotto.

Si ha la certezza di aver accumulato un tesoro e in questo senso il frumento diventa anche simbolo di ricchezza o di abbondanza. Non è un caso che ancor oggi, nel gergo popolare, il grano è considerato sinonimo di denaro.

Uno ricco è uno che ha “tanta grana”. Il valore stesso del grano diventa unità di misura, per cui il peso medio di un chicco diventa, specialmente nei paesi anglosassoni, la base di misura: il grano dei farmacisti e dei commercianti di metalli preziosi è di g. 0,0468 mentre il grano per il peso delle perle e delle gemme è di 0,05 ed è pari ad un quinto di carato.

Il grano dunque simbolo di Fertilità, di Abbondanza ma anche di Fecondità.

Numerose sono le tradizioni in cui il grano viene utilizzato per propiziare la fecondità delle giovani coppie di sposi. In India, dopo la prima notte di matrimonio, la madre del marito, insieme con tutti i parenti, pone sul capo della sposa una misura di grano. In Corsica, invece, le donne di casa, allontanati uomini e bambini, fanno sedere la sposa su una misura di frumento.

Ma oltre a questi significati di carattere più pratico, ci sono anche significati di carattere più sottile.

La spiga dorata che, nella sua longilinea armonia, si erge verso il cielo, più che una pianta, sembra un gioiello, una materializzazione della luce solare e, in questa ottica, diventa rappresentazione del divino che si manifesta in forma sensibile.

Nell’antico Egitto la spiga dorata era attributo di Osiride. Nella mitologia babilonese il dio Tammuz incarnava lo “Spirito del grano”: era un giovane dio che ogni anno moriva per poi tornare in vita, così come il seme di grano deposto nella terra deve morire per poi rivivere come germoglio e poi come spiga.

Un tema questo che viene ripreso nei vangeli. Nel passo famoso del vangelo di Giovanni (12, 24-25) il Cristo dice testualmente: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

Il chicco di grano diventa il simbolo del Cristo che si sacrifica sulla croce per poi risorgere, ma anche il simbolo dell’uomo che deve rinunciare a se stesso se vuole risorgere alla vita divina.

Silvano Parisen

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