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“Qualità senza scorciatoie”

Città del Vino risponde all’attacco di UIV: anche le Igt vanno tutelate.

L’Associazione nazionale Città del Vino torna a ribadire il suo convinto NO all’uso dei trucioli nelle pratiche enologiche per i vini doc, docg e igt, rispondendo ad un comunicato dell’Unione Italiana Vini con il quale il suo presidente Andrea Sartori, rivolgendosi al Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro, accusa l’Associazione di aver creato “confusione e ingiustificati allarmi” ipotizzando di adire alle vie legali contro la decisione di alcuni Comuni che hanno emanato ordinanze che vietano l’uso dei trucioli nei loro territori, e contro l’annunciata impugnazione presso la giustizia comunitaria dell’autorizzazione da parte dell’Unione Europea all’uso di questa pratica enologica.

Il caos richiamato dall’ Unione Italiana Vini non lo sta creando l’Associazione Città del Vino, afferma il Presidente Valentino Valentini, bensì un decreto che, pur affermando un principio condivisibile, se avesse incluso nel divieto dell’uso dei trucioli anche i vini Igt, oltre che i vini Doc e Docg, avrebbe sicuramente evitato l’inasprirsi della polemica.

Infatti, i vini Igt sono normati da specifici disciplinari, si riferiscono ad un preciso territorio, così come le Doc e le Docg in base a quanto previsto dalla Legge 164/92 sulle denominazioni di origine.

Questa semplificazione avrebbe comportato non solo maggiore chiarezza, ma anche una più sicura qualità dei controlli ad esclusivo interesse dei consumatori.

Per quanto riguarda la libertà d’impresa, continua Valentini, nessuno intende impedirla: si tratta di stabilire regole che tutelino tutta la vitivinicoltura italiana che ha bisogno non di scorciatoie enologiche per competere sui mercati internazionali ma di solide ed efficaci politiche a sostegno della qualità e dell’esclusivo ed originale rapporto del vino con il territorio.

Comunicato stampa del 23 novembre 2006

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