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Manifesto in difesa della vitivinicoltura di qualità

Non è accettabile che il vino, con tutti i valori simbolici e culturali di cui è portatore, diventi una bevanda anonima, senza memoria del territorio, senza storia.

Nuova OCM vino, pratiche enologiche che non convincono affatto, come il consenso europeo all’uso dei trucioli per favorire il “finto” invecchiamento del vino; potenziali nuovi espianti, rischio omologazione dei prodotti e dei gusti, tendenze proibizioniste che criminalizzano in modo ingiustificato il vino, che deve essere considerato un alimento necessario per i suoi effetti salutistici - se consumato con moderazione - e non una banale bevanda: sono alcuni dei temi e fatti che stanno minando alle radici la cultura e la tradizione vitivinicola italiana.

Non è accettabile che il vino, con tutti i valori simbolici e culturali di cui è portatore, diventi una bevanda anonima, senza memoria del territorio, senza storia.

La proposta di riforma della OCM vino (Organizzazione Comune del Mercato del vino in Europa), seppur introduca degli elementi di fondo positivi (produrre meno per produrre meglio), intende raggiungere questo obiettivo non senza contraddizioni, con scelte che rischiano di penalizzare una parte fondamentale della viticoltura europea – ad esempio l’estirpazione dei vigneti -, in particolare quella praticata in condizioni ambientali e sociali più difficili, eppure tra le più ricche di storia e di tradizione, grazie alla presenza di innumerevoli varietà di vitigni antichi e autoctoni.

Inoltre, alcune delle nuove pratiche enologiche che la Commissione Europea intende autorizzare, su indicazione dell’OIV, potrebbero sconvolgere negativamente e in modo irrevocabile le economie di piccole e medie produzioni che hanno la loro forza nel rapporto strettissimo con il loro territorio.

Il vino buono nasce in vigna e non può essere il frutto di una “fabbricazione” programmata in cantina.
L’Associazione nazionale Città del Vino propone l’adozione di questo “manifesto” in difesa della vitivinicoltura di qualità, dei vitigni autoctoni e antichi, delle buone pratiche enologiche, contro l’omologazione dei prodotti e dei gusti.






IL VINO ONESTO È UN PRODOTTO DELLA TERRAManifesto per una vitivinicoltura di qualità
- Ottobre 2006 -


L’Associazione Nazionale Città del Vino propone all’attenzione del mondo del vino e dell’opinione pubblica questo manifesto in difesa della vitivinicoltura di qualità, dei vitigni antichi e autoctoni, delle buone pratiche enologiche, dei paesaggi del vino e degli ambienti rurali, contro l’omologazione dei vini e dei gusti, per l’affermazione di principi etici e salutistici che siano al centro delle politiche europee, nazionali e locali.

Il vino è un prodotto culturale, non una bevanda anonima senza storia e territorio
La proposta della Commissione europea sulla Ocm vino (Organizzazione Comune di Mercato) introduce elementi positivi – produrre meno per competere meglio – ma con forti contraddizioni; rischia di mortificare la dimensione culturale, sociale, economica e ambientale della viticoltura.

I paesaggi del vino sono opere da tutelare, non vigneti da estirpare
La nuova Ocm vino prevede un taglio di 400 mila ettari di vigneto in Europa Un pezzo importante della viticoltura europea rischia di sparire.
Molte viticolture – soprattutto quelle difficili di montagna e delle isole – vanno rilanciate e con esse va tutelato l’ambiente viticolo e il paesaggio.

I mestieri del vino sono un patrimonio da custodire
Il vino buono è un prodotto della terra che porta i segni di conoscenze consolidate e maturate nel corso del tempo.
I mestieri del vino vanno promossi tra le nuove generazioni per favorire il ricambio professionale e l’aggiornamento, il mantenimento dei saperi e dei redditi di quel mondo rurale che vive di vitivinicoltura.

Il vino buono è lentezza e saggezza, non un prodotto da fabbricare in fretta
La Commissione europea ha autorizzato l’uso dei trucioli, una pratica enologica che consente di dare al vino un “falso” aroma di legno, abbattendo tempi e costi.
Ma il vino buono non si fa così.
Le buone pratiche enologiche devono restare al centro dell’attività delle aziende vitivinicole.

Onesto è quel vino che si svela
Il nuovo regolamento sui trucioli non prevede l’obbligo di indicare in etichetta il loro impiego: pertanto il consumatore non saprà e quindi non sarà in grado di scegliere mentre i produttori che intendono avvalersi di pratiche enologiche “tradizionali” saranno penalizzati da coloro che applicano pratiche furbette.

Il vino onesto è un prodotto della terra
La terra produce sempre valori positivi.
È la risorsa naturale che i vitivinicoltori saggi sanno come far emergere nei loro prodotti.
Il vino buono si fa in vigna, non si fabbrica in cantina.

I vitigni autoctoni sono la varietà, una polizza contro l’uniformità
L’Italia è ricca di vitigni antichi e autoctoni, un prodotto unico della terra.
Ma il mercato del vino tende a impiegare solo alcuni vitigni e quindi a dimenticare la terra e la sua biodiversità.

La ricerca sul vino fa bene alla salute - Bere sì, ma bere bene
Va promossa l’educazione al bere bene con moderazione.
Programmi educativi nelle scuole e nelle università possono sviluppare consapevolezza intorno ai valori positivi del vino e della terra.
La ricerca scientifica sul rapporto tra vino e salute va sostenuta, potenziata e sistematizzata.
La divulgazione scientifica è necessaria per informare sul corretto consumo di vino a fini salutistici.





APPENDICE

La vitivinicoltura in Italia

Produzione stimata per il 2006: 50 milioni di hl.
Fatturato prodotto dal mercato del vino: 9 milioni di euro.
Fatturato della filiera del vino: 20 milioni di euro.

Aziende agricole viticole in Italia: 700.000.
Dimensione del vigneto Italia: 650.000 ettari.
Dimensione media per azienda: 2,9 ettari.
Aziende vitivinicole imbottigliatrici: 30.000.

Fonte: ANCdV

L’Associazione nazionale Città del Vino invita a sottoscrivere il Manifesto i Sindaci e gli amministratori delle Città del Vino associate, i produttori vitivinicoli, i Consorzi di produttori, gli enoturisti e tutti i cittadini consumatori, nonché ricercatori ed esponenti del mondo tecnico e scientifico.

Con questa iniziativa, l’Associazione nazionale Città del Vino intende coinvolgere un’ampia fascia dell’opinione pubblica, affinché il vino sia difeso e, con esso, siano difesi e tutelati sotto ogni profilo, ambientale storico e culturale, i territori del vino.

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