
Un crescente interesse per il concetto di salute, inteso quale diritto-dovere che impegna l’intera collettività, si è gradualmente manifestato, a livello mondiale, a partire dagli ultimi decenni dello scorso millennio.
Il benessere totale o wellness assume un significato ampio, che investe e permea i molteplici aspetti della persona globalmente, nella totalità delle sue dimensioni a livello fisico, psichico, spirituale.
Una dieta sana e corretta accompagnata da un moderato esercizio fisico è il binomio vincente per rallentare il processo di invecchiamento e migliorare la qualità della vita.
L’OMS lanciò, nel gennaio 2004, la Strategia Globale per la Dieta, l’Attività Fisica e la Salute, sollecitando il coinvolgimento di tutti i governi in un’azione coordinata per la salvaguardia del benessere degli abitanti del pianeta.
La Commissione europea, nel marzo 2005, promosse, in tal senso, la Piattaforma d’azione per Dieta, Attività fisica e Salute con l’obiettivo di riunire associazioni, gruppi di consumatori, organizzazioni non governative e leader politici nella promozione di un’efficace strategia volta a combattere l’aumento dell’obesità negli stati membri.
L’Italia, paese emblematico di ottima cucina, arte del vivere, raffinatezza, buon gusto, dieta mediterranea, detiene, purtroppo, il triste primato dei bambini più grassi d’Europa: intorno ai dieci anni, un piccolo su tre è in sovrappeso e uno su cinque è obeso; Eugenio Del Toma, presidente onorario dell’Associazione italiana di dietetica, avverte allarmato che sovrappeso e obesità riducono drasticamente, da 3 a 7 anni, l’attesa di vita.
Il Ministero della Pubblica Istruzione già da tempo ha attivato una molteplicità di iniziative volte ad incoraggiare, con modalità diverse, comportamenti salutari: il tema salute ha acquistato un’incisiva evidenza all’interno dei saperi.
L’azione formativa della scuola, luogo di apprendimento, di assunzione di valori, di acquisizione di esperienze, risulta, infatti, essenziale per favorire l’impadronirsi di conoscenze e la pratica di competenze che, in modo motivato, possano condurre a stili di vita orientati alla prevenzione.
A partire dalla scuola dell’infanzia il campo di esperienza “corpo, movimento e salute” è l’asse portante del processo di maturazione cognitivo-affettivo; nel primo ciclo della scuola primaria l’educazione alla salute e alimentare sono inserite all’interno del più ampio quadro dell’educazione alla convivenza civile; svariati progetti avviati nei vari ordini e gradi di scuola tendono a radicare nelle nuove generazioni la consapevolezza che la sanità costituisce un bene pubblico, la cui tutela è sia un diritto garantito dalla Costituzione sia un dovere verso se stessi e la collettività.
Una corretta alimentazione che rispetti stagionalità e risorse locali previene le malattie tutelando e valorizzando nel contempo le risorse culturali e ambientali del territorio.
Studi scientifici accreditati dimostrano che l’attività fisica, oltre a una sensazione di generale rilassamento, favorita dalle endorfine liberate in circolo, produce un notevole effetto positivo sul sistema nervoso centrale, attivando nuovi circuiti neuronali e sviluppando capacità motorie e percettive diversificate, dalla coordinazione oculomotoria all’equilibrio posturale; viene persino favorita la rigenerazione di fibre nervose mediante la produzione di neurotrofina.
La cooperazione ad ampio raggio e l’interazione mirata tra famiglia, scuola, enti locali ed associazioni può sicuramente ridurre i comportamenti a rischio nell’interesse delle future generazioni: in definitiva, il segreto del fitness è la combinazione vincente di equilibrata alimentazione e adeguata attività fisica.
Anna Russo

Anna Russo








