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Anbi: la discarica di Serre

Discarica di Serre, oggi una delegazione della Stampa Estera è stata accompagnata dal professor Franco Ortolani dell’Assise di Palazzo Marigliano. Il presidente Anbi Campania Vito Busillo ha ribadito la propria posizione fortemente contraria alla localizzazione.

Serre (SALERNO) - Il presidente dell’Unione Regionale delle Bonifiche ed Irrigazioni Vito Busillo ha preso parte oggi a Serre alla visita dei 20 giornalisti della Stampa Estera, invitati dall’Assise di Palazzo Marigliano ed accompagnata da Franco Ortolani, ordinario di geologia all’Università degli Studi Federico II di Napoli.

“La localizzazione di una discarica di enormi dimensioni nelle immediate adiacenze del letto del fiume Sele, rappresenta oggettivamente una minaccia per l’intera economia dell’area in destra e sinistra di questo importante corso d’acqua - ha ribadito il presidente Busillo - perché non tiene conto degli effetti a lungo termine che potrebbero determinarsi sulla qualità delle acque fluenti superficiali e sotterranee”.

Busillo ancora ha aggiunto: “Ringrazio il professor Ortolani, che su iniziativa dell’Assise di Palazzo Marigliano di Napoli è oggi qui con una delegazione della Stampa Estera accreditata nel nostro Paese, poiché l’Italia è oggi sotto gli occhi del mondo: individuare un sito di tale impatto ambientale, nelle immediate vicinanze dell’Oasi WWF di Persano, che ricade nella zona umida di interesse internazionale del medio Sele, inserita dalla regione Campania nell’elenco delle zone umide protette ai sensi della Convezione internazionale di Ramsar, è qualcosa che fa a pugni con qualsiasi logica”.

Per Busillo, inoltre, le modalità di individuazione del sito di Serre come discarica da parte di un commissario di governo: “Violano in maniera palese la Carta di Aalborg che pone a base dello sviluppo sostenibile delle città come dei piccoli centri l’autogoverno del territorio ed il principio di sussidiarietà”.

“Non è pensabile - ha ancora sottolineato Busillo - che la logica dell’emergenza d’oggi rischi di produrre, in un futuro non lontano, una nuova emergenza ambientale, in un contesto dove un buon regime ed una buona qualità delle acque è vitale per l’economia e lo sviluppo di un’area altamente vocata per un’agricoltura di qualità, con produzioni tipiche a Dop e Igp , peraltro ben inserite in un contesto di valorizzazione legata alle correnti turistiche: non possiamo certo gettare in discarica questo futuro”.

Busillo, che è anche il presidente della Coldiretti dell’area del Sele conclude dicendo: “È questo uno dei casi più concreti ed evidenti, che confermano quanto da anni si va dicendo: gli agricoltori nei momenti forti dimostrano di essere le prime vere sentinelle dell’ambiente”.

Comunicato Stampa del 20 Marzo 2007

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