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Consorzio Bonifica Paestum presenta Piano di Classifica Immobili

Settimana della Bonifica in Campania - Il Consorzio di Bonifica di Paestum in sinistra del fiume Sele ha presentato oggi il nuovo Piano di Classifica per l’esazione del tributo di bonifica Integrale: aumenti contenuti dei tributi, equamente ripartiti. Domani a Sarno cerimonia finale e firma di un protocollo d’intesa tra Unione regionale bonifiche e irrigazioni ed Assessorato regionale alla protezione civile.

Capaccio (Salerno) - Il Consorzio di Bonifica di Paestum in sinistra del fiume Sele - nel quadro della settimana nazionale della bonifica - ha presentato oggi il nuovo piano di classifica degli immobili, necessario per una corretta esazione del tributo di bonifica integrale.

Dopo i saluti porti al pubblico dal presidente del Consorzio Pasquale Quaglia e dal presidente dell’Unione regionale delle Bonifiche e Irrigazioni della Campania Vito Busillo, hanno preso la parola i professori Alessandro Santini e Guido D’Urso dell’Università di Napoli Federico II, che hanno illustrato il nuovo strumento fiscale del Consorzio di bonifica.

D’Urso, in particolare, ha sottolineato come “con l’applicazione del nuovo piano di classifica gli incrementi del tributo di bonifica integrale saranno molto contenuti e comunque rapportati al reale valore dell’’immobile, che trae un beneficio reale dagli impianti idrovori e dalle canalizzazioni”.

Nel 2,5% dei casi, pari a 70 particelle, su una superficie soggetta a bonifica integrale di circa 30mila ettari, il tributo di bonifica è destinato a diminuire.

“Nel caso dei cespiti che ricevono un maggiore apporto in termini di sicurezza ed incremento di valore dalle opere di bonifica - spiega D’Urso - l’importo del tributo aumenta apprezzabilmente solo nel 2% dei casi, e comunque per valori non superiori a 100 euro in valore assoluto, avendo come riferimento gli incrementi percentuali, rispetto al vecchio piano di classifica, maggiori del 10%”.

Il nuovo piano di classifica è stato redatto avendo come riferimento le linee guida dettate dalla Regione Campania con la legge 4 del 2003: “Non c’è più riferimento agli estimi catastali - dice D’Urso - si valutano gli immobili, rispetto all’utilizzo attuale reale: molte aree classificate a pascolo si sono trasformate in zone ad agricoltura intensiva, quindi maggiormente redditive”.

Gli indici generali dei quali si è tenuto conto sono invece quello di soggiacenza e di comportamento dei terreni: “Ovviamente, a parità di valore dell’immobile considerato, pagano di più quei terreni maggiormente sottoposti agli allagamenti per posizione, quindi quelli localizzati verso la fascia costiera (indice di soggiacenza) e che presentano terreni più argillosi ed impermeabili (indice di comportamento)”.

Per la costruzione di questi indici si è tenuto conto dell’indice di permeabilità dei suoli (predisposta dall’Istituto geologico nazionale), dell’indice pluviometrico di zona (redatto dall’Università di Salerno) e dalla Carta dei Suoli (predisposta dal Consorzio di Bonifica).

Sono stati inseriti anche alcuni parametri di sconto per la determinazione effettiva del tributo: “L’efficienza effettiva dell’attività di bonifica varia da anno ad anno in relazione alle opere di manutenzione ordinaria effettuate nei canali di bonifica - spiega D’Urso, che aggiunge - in base a questo indicatore viene applicato un coefficiente riduttivo che varia di anno in anno per ogni singolo proprietario di immobile a seconda della zona di localizzazione del terreno”.

Per la definitiva equa ripartizione del tributo, si tiene conto del valore reale dei terreni e dei fabbricati che insistono nel perimetro consortile soggetti a bonifica integrale.

Comunicato Stampa del 18 maggio 2007

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