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Come trovo dipinto il mio bambino...

Come trovo dipinto il mio bambino in fin di desinare...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come trovo dipinto il mio bambino
in fin di desinare: è uno sgomento!
ha le patacche addosso a cento a cento,
e la bocca color di stufatino;
ha il nasetto, si sa, tinto di vino
e sulla fronte un pò di condimento,
e uno spaghetto appiccicato al mento
che gli penzola giù dal grembiulino.

 

E sfido!, in tutto pesca e tutto tocca,
e si strofina la forchetta in faccia
e stenta un’ora per trovar la bocca;
e son tutti i miei strilli inefficaci;
egli, vecchio volpone, apre le braccia
ed io gli netto il muso co’ miei baci.

 

Edmondo De Amicis

Commenti dei lettori

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  • Nedda Viaro Perucchetti

    27 Dec 2009 - 04:25 - #1
    0 punti
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    La poesia non é completa. Si completa cosí:

    “Benedetti ragazzi: é un gran destino
    dover lasciare un’ inno od un sonetto per aggiustar le rote d’ un carretto, per incollar la testa a un burattino.
    E trovarsi ogni giorno, in sul mattino, un bastimento a vela in fondo al letto
    una villetta svizzera sul petto
    o l’ arca di Noé sotto al cuscino.
    E sentir per le stanze e per le scale suonar trombette da mattino a sera,
    come il dí del giudizio universale.
    M’ invadono la stanza e fanno un duetto, un duetto, vi dico, che consola. Uno mi dá di frego una parola, l’ altro mi fá un fantoccio su un sonetto. Questo m’ arruffa tutto nel cassetto, quello m’ imbratta Victor Hugo e Zola!
    Anime perse: andrete un giorno a scuola. ë un pezzo che l’ invoco e che l’ aspetto!!
    Pazzo che sono, come mi sembreran lunghe le ore, come mi sembrerá tardo il ritorno!
    Non avró piú quei capi benedetti ogni momento stretti sul mio cuore!
    Non avró piú fantocci sui sonetti!!
    Edmondo De Amicis

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