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La sfida dell’energia verde

Vito Busillo al seminario sulle agroenergie promosso dal Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori e dalla Coldiretti: “I Consorzi di bonifica sono pronti a raccogliere la sfida dell’energia verde”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vito Busillo, presidente dell’Unione regionale Bonifiche e irrigazioni della Campania, intervenendo oggi a Napoli alla tavola rotonda “Agroenergie e sviluppo locale” - promossa dal Consiglio europeo dei giovani agricoltori e dalla Coldiretti nel quadro del seminario -  “Clima, agro-energie e futuro”  ha detto: “Il mondo dei Consorzi di bonifica è pronto a raccogliere la sfida della produzione di energia verde, con impianti all’avanguardia al servizio della collettività”.
 
Per Busillo “Il tema della bonifica si lega a quello della necessità di disporre di una quantità adeguata di energia elettrica per sollevare l’acqua da avviare agli impianti di irrigazione, quindi l’esigenza del risparmio energetico e dell’abbattimento delle emissioni climalteranti è stato affrontato e sviluppato già in molti casi.”

 

Busillo ancora sottolinea come “I Consorzi esprimono le esigenze delle aziende agricole, che puntano a ridurre i costi, anche quelli collettivi: l’autogoverno e le esigenze di efficienza delle aziende, inducono i Consorzi a comportamenti che sono oltretutto efficaci sul piano di quella che è una politica pubblica: la riduzione dell’inquinamento.”

 

“La governance del territorio ben si esprime attraverso l’opera dei Consorzi di bonifica, anche nel caso della produzione di energie rinnovabili - conclude Busillo - che può essere momento di un aumento del rendimento degli impianti consortili ed al tempo stesso di raccordo con le locali produzioni di biomassa.” 

 
Durante l’intervento, il presidente Busillo ha illustrato due casi di progetti agroenergetici nei Consorzi di Bonifica, che di seguito appaiono sintetizzati.

 

 

Consorzio di Bonifica della Piana di Paestum: la forza del sole per sollevare l’acqua

Il Consorzio di bonifica ed irrigazione in sinistra del fiume Sele della piana di Paestum si appresta a realizzare l’integrazione ad un sistema per la produzione di energia elettrica da solare fotovoltaico.

 

L’iniziativa prevede che sulla vasca di carico situata in località Tempa San Paolo, nel comune di Capaccio (Salerno), sarà ubicata l’integrazione di 100kWp ad un impianto destinato alla produzione dell’energia elettrica. Consiste nella installazione di pannellature al silicio per la conversione diretta della luce in energia elettrica.

L’intervento già realizzato consiste in un sistema di alimentazione dell’energia elettrica alle nuove apparecchiature di sollevamento acqua da 400 kWp (512mila kw/h anno) e la relativa struttura di supporto, il sistema di automazione, telecontrollo e videosorveglianza per monitorare, coordinare ed ottimizzare tutte le operazioni degli impianti di sollevamento, di accumulo e distribuzione dell’acqua irrigua delle vasche di Scigliati e di Tempa S. Paolo e della centrale fotovoltaica di generazione di energia elettrica che è funzionalmente indipendente, ma pertinente alla vasca.

La centrale di produzione dell’energia elettrica integrativa utilizzerà moduli fotovoltaici simili a quelli già esistenti ed avranno una potenza installata ulteriore pari a 100 kWp e produrranno una energia di circa 128.000 kWh. Nel complesso, Tempa San Paolo è destinata a produrre 640 kw/h anno ed a soddisfare la domanda di energia elettrica della rete ed indirettamente a pagare i costi di sollevamento dell’acqua per l’irrigazione.

L’impianto di produzione dell’energia elettrica sarà costituito da un campo fotovoltaico di pannelli opportunamente cablati, fissati su una struttura reticolare in acciaio zincato a pelo libero delle vasche. L’energia prodotta dalla centrale fotovoltaica viene immessa direttamente nella linea elettrica Enel di media tensione.

Questa iniziativa consentirà di economizzare le notevoli spese energetiche che il Consorzio sostiene, infatti l’energia prodotta, immessa nella rete dell’Enel sarà pari a circa 128.000 kWh/anno. L’operazione consente di mitigare, valorizzare e riqualificare l’ambiente.

Senza contare la riduzione dell’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica ed altri gas serra provenienti da centrali elettriche di tipo tradizionale. Per produrre un chilowatt di energia occorrono  0,25 chilogrammi di combustile fossile e che per ogni kW elettrico prodotto le immissioni di CO2 nell’atmosfera sono pari a 0,6 kg.

L’impianto da realizzare, che produrrà 128.000 kW/h all’anno, eviterà di bruciare migliaia di quintali di combustibile fossile equivalenti a 75 tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera.

 

 

Consorzio di Bonifica in destra del Fiume Sele: tanta energia dall’olio

Il Consorzio di Bonifica in Destra del Fiume Sele ha progettato e realizzato impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

In particolare gli impianti da biomasse vegetali di tipo liquido saranno realizzati per ridurre i costi energetici di due stazioni irrigue situate nelle località “Castrullo” e “Boscariello” in comune di Eboli (Salerno). Gli impianti progettati svilupperanno 650 kWp il primo e 1000 kWp l’altro.

Con queste potenze installate si produrranno circa 13 milioni di kilowattora per anno: una quantità di energia paragonabile al consumo di un intero quartiere di una città o ad un complesso industriale e rappresenta una importante fetta dell’energia consumata dal Consorzio.

La scelta progettuale di utilizzare un combustibile liquido è legata a diversi aspetti: il primo è l’alta e collaudata affidabilità dei motori endotermici, il secondo riguarda la possibilità di stoccare e trasportare facilmente il combustibile.

Le biomasse liquide sono gli oli vegetali, derivabili da coltivazioni della zona. Si può parlare, nel caso in esame, di co-generazione di energia, tecnica che consiste nella produzione combinata di energia elettrica e termica, con un risparmio di quella dissipata dal rendimento delle macchine.

Le dimensioni degli impianti saranno davvero ridotte, l’ingombro del layout non dovrebbe superare le poche centinaia di metri quadrati, considerando il motore, il generatore, le cisterne per lo stoccaggio dell’olio vegetale e tutta l’impiantistica.

L’impianto da 1000 kW consumerà in un anno circa un milione di litri di olio vegetale e sarà connesso alla rete elettrica nazionale in modo da immettere in rete l’energia prodotta.

 

Comunicato Stampa del 29 settembre 2007

 

Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari
Unione Regionale della Campania
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