Neuroestetica - parte terza

Ottiche nuove nella comunicazione scientifica ed estetica





Ottiche nuove nella comunicazione scientifica ed estetica - parte III°

Paolo Manzelli, pmanzelli@gmail.com ;

www.egocreanet.it ; www.edscuola.it/LRE.html

http://www.quantumbionet.org/eng/index.php?pagina=104


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/ae/Katze.jpg

Lo sviluppo dell’immaginario scientifico in condizioni di “non” osservabilità visiva dell’esperimento. Nuovi saperi verso una “scientificità del “qualitativo”e non più solo del “quantitativo”, come questione epistemologica emergente dalla neuro-psicologia della scienza

Nella III° Parte di “ottiche nuove” tratterò brevemente il tema della epistemologia della forma nell’arte e nella scienza contemporanea”, riletto e discusso dal punto di vista dell’immaginario scientifico ed artistico, al fine di individuare nuovi criteri condivisibili che garantiscano una maggior credibilità alla conoscenza contemporanea.

Tracce di: Epistemologia della forma nella Fisica Quantistica

A partire dalla enunciazione del “principio di indeterminazione “ (1927) in poi la forma degli atomi non ha piu’ una struttura geometrica come nel modello planetario di BOHR. Di conseguenza la rappresentazione del mondo microscopico “non osservabile visivamente”, comporta la necessita di accettare il comportamento della duplice natura di Onda e di Particella.

La fondamentale ambiguità di comportamento, viene a dipendere da fatto che mentre le particelle sono localizzabili e non sovrapponibli nella stessa porzione di spazio, altresì le onde sfuggono alla localizzazione e poiche’ diffondono nello spazio; inoltre esse possono sovrapporsi ed intrecciarsi tra loro interagendo in fase ed in sincronia nel tempo ovvero fuori fase e in modo a-sincronico creando figure di interferenza.

Da tale sostanziale ambiguità, consegue l’indeterminazione della contemporanea misurabilita ‘ della posizione della particella e del moto oscillante ed avvolgente dell’ onda ad essa associata . Pertanto dal punto di vista della costruzione di una immagine la coppia “onda / particella”, non dà adito ad alcuna possibilità di costruirne un modello di forma geometrica. Pertanto nella Meccanica Quantica, la forma degli elementi costituenti la materia e la energia, assume prevalentemente la forma descritta dalle equazioni matematiche, che sono funzionali ad individuare la probabilità di localizzazione delle particelle del microcosmo, definendo contemporaneamente la possibile direzionalità dell’ onda in termini vettoriali.

Un riferimento esplicito alle forme classiche, viene proposto solo in occasione della discussione dei paradossi a cui da adito la interpretazione quantistica; vedi ad es. il Paradosso detto del “Gatto di Schroedinger”. Pertanto la forma delle equazioni quantistiche non e’ piu’ indicativa delle relazioni matematiche tra le forme degli elementi costituenti la materia e la struttura vibrazionale della energia le cui interazioni permettevano di descrivere un rapporto di causa ed effetto nelle trasformazioni, cosi come e’ stato ai tempi di Galileo e di Newton ed in seguito nella Meccanica Classica. (1)

Certamente l’immaginazione non riesce facilmente a fare a meno di dare forma agli eventi, infatti il cervello non e incline a perseguire forme matematiche del tutto astratte come struttura fondante la propria capacita intuitiva. Pertanto seguendo il consiglio di Albert Einstein per il quale l’immagine è più importante della conoscenza, al fine di chiarire quanto sopra detto, immaginiamo di poter seguire un fotone proveniente dal sole verso la terra. Man mano che la temperatura scende dalle altissime temperature solari a quelle estremamente basse, del vuoto interplanetario, la particella quantica degrada verso valori imprecisabili della funzione d’ onda , cio perche man mano che l’energia diminuisce divengono sempre piu’ ampie le lunghezze d’onda assumendo valori meno localizzabili, fino ad un limite nel quale il prodotto delle variabili coniugate diviene definitivamente incommensurabile, proprio a causa del valore imprecisato della onda associata alla particella.

Di conseguenza anche l’esperimento immaginario che tentavamo di seguire ogni probabile localizzazione della Onda/particella, diviene talmente “sfuocata” da non essere piu significativa. Comunque dato che la scienza ammette il principio di conservazione della energia totale la energia del fotone, pur a di la della sia misurabilità locale, deve permanere come “energia delocalizzata”, ormai deprivata da ogni possibile riferimento ad una qualsiasi forma.

Ragionando similmente Erwin Shroedinger (1944) ritenne che entro un certo intervallo di temperatura i fotoni potessero unirsi tra di loro creano una specie di intrigo (entanglement quantistico), capace di generare un nuovo ordine “neg-entropico”(entropia negativa), che al contrario del disordine, diveniva adatto a generare evolutivamente la vita sulla terra generando in ultima analisi quella informazione della forme viventi che siamo in grado di riconoscere visivamente. (2).

Tracce di: Epistemologia della forma nell’ Arte del ‘900

In sincronia con la scienza, anche l’arte contemporanea, ha vissuto un periodo di ricerca nel quale il punto di svolta è stato quello di tentare di dissolvere le forme classiche basate sul principio della prospettiva, che precedentemente era stato utilizzato fin dalla sua origine nel rinascimento.

Il motivo dominante del cambiamento della epistemologia della forma pittorica è pertanto sostanzialmente motivato dall’ individuare quali fossero le modalità per comunicare direttamente sensazioni estetiche in termini empatici, un rinnovato messaggio artistico, realizzando nuove forme piu direttamente correlate introspettivamente alla sensibilità dall’artista.

Le modalità del nuovo modo di esprimere la pittura, sono state comunque intese in modo tale da convalidare la fine del “realismo oggettivo e materialistico”, a favore di una concezione e di modelli e scenari pittorici che concepiscano la realtà in termini di pura informazione capace di dare una muova percettibilità al mondo delle forme.

Ad es.: Henri Matisse (1869-1954) propose una pittura nella quale viene superata la oggettivita della forma esteriore , pertanto egli disse testualmente: “Al di sotto di quella successione di istanti che costituisce l’esistenza superficiale delle cose e degli esseri, e che di continuo li modifica e li trasforma, si può cercare un carattere più vero ed essenziale, un carattere cui anche l’artista fa ricorso per dare una interpretazione più duratura della realtà“. (3)

I paradossi visivi emergenti dalla critica della percezione come realtà oggettiva hanno dato origine al “surrealismo” e del “dadaismo” ed altri movimenti pittorici, interpretati ad es da Rene Francois Magritte (1898-1967) e da Marcel Duchamp (1887- 1968), che si proposero una pittura che non fosse “retinica”, e cioe rappresentativa della oggettivita della materia, ma che avesse a che fare con i paradossi della mente, proprio per evidenziare il piacere estetico della riflessione sulle idee della realtà. Anche le ambiguità pittoriche Maurits Cornelis Escher (1898-1972) ripropongono nuove versioni del surreale finalizzate piu’ che a stupire a riflettere sulla facile ingannevolezza della percezione. (4),(5), (6). (7) .

In sintesi la maggior parte della pittura contemporanea ha teso a rileggere e rappresentare, con ottica nuova, le possibili correlazioni tra forme colori emozioni ed immaginario, volendo superare, in correlazione con la fisica quantistica, la tradizionale assunzione del realismo classico, in quanto esso era stato aquiito proprio per assumere un punto di vista esterno ed oggettivo, con l’obiettivo di non implicare fattori introspettivi, quali elementi decisivi della interpretazione della realtà storica.

L’arte e la scienza contemporanea hanno pertanto assunto come presupposto una ricomposizione tra oggetto e soggetto, cosi che la conoscenza contemporanea e venuta ad assumere il carattere di una partecipazione attiva e creativa dell’individuo, che non è piu ‘soltanto funzione di un adattamento all’ambiente. Ciò che viene “conosciuto” non è più un mondo che esiste indipendentemente dall’osservatore, in quanto la esistenza in sé, pur esistendo in modo indipendente dall’uomo, può non essere conoscibile se chi la osserva, non ricostruisce e integra nel sapere la sua stessa rappresentazione mentale.

In seguito a tale sostanziale considerazione vari pittori, tra essi Pablo Picasso (1881-1973 ), facendo particolare riferimento alle loro esperienze estetiche del periodo pittorico del “Cubismo”, cominciarono a svincolarsi dalle leggi basate concezione spazio-temporale Cartesiana, imponendo una nuova concettualità dello spazio Tempo, che conduce allo sdoppiamento della freccia temporale. Gli Orologi Molli, non più rigidi nel segnare il tempo, rappresentano infatti la ritenzione della memoria che è decisiva nella percezione, permettendo di correlare passato e presente nella definizione della visibilità.

Il Cubismo in particolare è stato un movimento artistico che ha segnato i cardini fondamentali del percorso dell’arte contemporanea nel primo cinquantennio del ‘ 900. Esso iniziò dalla considerazione che il “reale condiviso” deve essere rappresentato includendo i molteplici punti di vista, i quali corrispondono a diverse posizioni spaziali e temporali degli osservatori. Di fatto anche un singolo spettatore riceve l’ informazione che rappresenta nella visione da varie distanze angolature e condizioni temporali; cio crea una complessità di punti di vista, propri di una rappresentazione multiforme.

Pertanto il Cubismo, proprio per diversificarsi dalla fotografia che rappresenta un univoco punto di vista relativo ad un determinato istante determinato dal “Click” del singolo operatore, si propose altresì di descrivere la simultanea espressione derivante non più dallo scenario “tangibile”, rappresentato da un meccanismo fotografico, ma di fornire l’espressione un nuovo scenario “intangibile” ad una qualsiasi macchina da ripresa.

In ciò consiste essenzialmente l’ impegno del “Movimento Cubista” che nelle sua varie interpretazioni, si e dimostrato artisticamente capace di includere la simultaneità di vari punti di vista, al fine di delineare una visione comune, ricca di cromatismi compositi che pertanto determinano ambiguità e distorsione della percezione del reale; ciò proprio a differenza dellle concezioni classiche basate su di una immutabile prospettiva.

In tal modo il Cubismo nella sua particolare attività di scomposizione delle forme condivise, anticipa una critica profonda alla concezione del tempo rivolto perennemente verso il futuro. Infatti senza una duplicità del tempo, il passato della memoria, non avrebbe possibilità di intervento nel modificare il presente, e quindi l’arte non avrebbe alcuna alternativa per scomporre l’ orizzonte degli eventi, in elementi spazio-temporali separati dal libero arbitrio dell’ artista.

Infine il Cubismo introduce una modalità di descrizione di effetti “non-locali”, che rendono apparente la percezione sensoriale precedentemente considerata come oggettiva e di valore universale, ciò al fine di poter analizzare ed esprimere quelle intuizioni soggettive che presuppongono una molteplice relazione con le forme implicite ed archetipiche pre-esistenti nella mente.

In Italia il l’ anti-realismo-classico, assunse una particolare dimensione che si propose di adeguare l’arte alla velocità e al dinamismo dell’età della macchina, collocando lo spettatore “all’interno dell’opera stessa” per dipingere una realtà in parte creata dall’ osservatore. Tale movimento fu concepito come movimento di lotta condotto da una avanguardia intellettuale non piu limitata al rinnovamento della epistemologia della forma, ma con connotati di una maggior aggressività ed intemperanza così come vennero dichiarati dal primo “Manifesto del Futurismo” (1909) . (9)

Aperte riflessioni su le Fondazioni Biologiche -Evolutive della Estetica della Forma

In estrema sintesi abbiamo notato come l’ arte del ‘900 abbia sostanzialmente condiviso e a volte anticipato sotto il profilo estetico ciò che la scienza proponeva sul piano razionale. Infatti le precedenti tracce sui concetti e criteri basilari che hanno pervaso la Scienza Quantistica e l’Arte Contemporanea, sono indicativi di come entrambe le attivita cognitive, abbiano considerato la realtà come il risultato interattivo creato dalla attiva percezione dell’osservatore.

In conclusione durante il secolo scorso la comune impostazione di “scienza ed arte”, ha posto in evidenza l’influenza dell’osservatore nella comprensione della realtà, determinando un graduale il passaggio dal Realismo locale, basato sulla arbitrario dualismo Cartesiano tra soggetto ed oggetto, cha ha dato adito da un lato al superamento del determinismo nella Scienza e dall’ altro dando origine ad un astrattismo universale nell’arte, fondato sulla ambiguità delle forme, in modo che il risultato congiunto, è stato quello di ridefinire un nuovo rapporto tra soggettività ed oggettività nella intelleggibilità della percezione.

Tra le fine del secolo XX e gli inizi del XXI secolo le “scienze neurologiche” hanno reso osservabile il funzionamento del cervello, mediante tecnologie non invasive, pertanto sapendo che sia le espressioni razionali che quelle estetiche sono in ultima analisi funzioni dipendenti a funzionamento cerebrale, di conseguenza, per comprendere e sviluppare oggi nuovi contenuti strategici della conoscenza, su nuove basi neurologiche della scienza e della esperienza estetica, diviene necessaria la costruzione di un solido fondamento “bio-fisico” sulla natura evolutiva del cervello umano.

Attivandosi per tale finalità di ricerca e sviluppo il Gruppo Open Network for New Science and Art (ONNSA-EGOCREANET), ha ritenuto importante favorire “novello rapporto tra scienza ed arte contemporanea” sul tema .

La prima manifestazione pubblica del gruppo ONNSA si terrà il 22/NOV.2007, c/o La Tribuna di Galileo, Museo della Specola in Firenze. (vedi in : http://www.webalice.it/binati/manzelli/prog221107.pdf)

Biblio On Line:

(1) - I Paradossi della Meccanica Quantistica: http://www.ipotesi.net/ipotesi/perche.htm

(2)- What Means Life: http://www.edscuola.it/archivio/lre/what_means_life.htm

(3)- Henry Matisse: http://www.griseldaonline.it/foto/Bertoni/bertoni_page1.htm

(4)- Rene F. Magritte: http://www.magritte.be/

(5)- Marcel Duchamp: http://www.understandingduchamp.com/

(6)- M.C. ESHER: http://www.mcescher.com/ ; http://www.antoniogramsci.com/angelamolteni/escher.htm

(7) Movimenti artistici : http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Movimenti_artistici; http://www.artefilia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2&Itemid=6 ; http://www.geocities.com/olympo99/movimenti.htm

(8) Cubismo: http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761568672/Arte_contemporanea.html

(9) - Il Tempo Bidimensionale: http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo_bidimensionale.htm

(10)- manifesto del Futurismo: http://www.artemotore.com/futurismo.html

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