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“Questione rifiuti: intangibili le zone agricole”

Raffaele Garofalo, presidente Associazione Nazionale Allevatori Bufalini: "Solidarietà a chi manifesta contro la discarica di Pignataro Maggiore"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Raffaele Garofalo, presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, nell’apprendere dell’occupazione della sede stradale dell’Autostrada A1 Milano – Napoli all’altezza del casello di Capua, da parte di manifestanti che chiedono il ritiro della decisione del prefetto Alessandro Pansa di localizzare a Pignataro Maggiore una discarica per l’emergenza rifiuti, dichiara: ”Tra i manifestanti vi sono anche molti allevatori di bufale, ai quali va la mia  solidarietà per il momento drammatico che con le loro aziende stanno attraversando.”

Per Garofalo: “Occorre dare, pur nell’emergenza, un segno della intangibilità degli interessi generali connessi al buon andamento delle aziende agrozootecniche.”

E lancia una proposta: “Perché non localizzare discariche, siti di stoccaggio e termovalorizzatori in aree industriali dimesse, luoghi lontani dalla possibilità di recuperare competitività in maniera produttiva, ma già infrastrutturati, e vicini agli assi viari di collegamento?”

Garofalo inoltre aggiunge: ”Ho tra le mani le perizie geologiche contrarie all’individuazione di una discarica per rifiuti solidi urbani nel sito di Cento Moggi in località Torre Ortello di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Una discarica che servirebbe per tamponare l’emergenza, quindi destinata a durare poco, come ovvio, dato l’avvicinarsi nel tempo dell’esaurimento della pure contestata discarica di Serre, questa in provincia di Salerno.” 

Nei pressi di Cento Moggi, vi sono non meno di 12 allevamenti bufalini,  e calcolando anche allevamenti non immediatamente adiacenti, si arriva ad un totale di 15 mila capi interessati al potenziale impatto ambientale della discarica.

”È ancora in discussione l’individuazione di un sito di stoccaggio di ecoballe, da parte struttura commissariale, nella località Carabottoli a Carinola, nel casertano – aggiunge ancora Garofalo, che sottolinea – siamo nel cuore dell’allevamento bufalino, con non meno di 25mila capi nel comprensorio in questione, e pende ancora come una spada di Damocle, l’individuazione a Santa Maria La Fossa del secondo termovalorizzatore della Campania: altra zona ad altissima vocazione bufalina, non infrastutturata, cosa che comporterebbe un aggravio di spese per la collettività ove fosse realizzato il sito.” 

Per Garofalo: ”Gli impianti appena descritti, individuati in zone agricole, una volta costruiti, oltre ad essere difficile da monitorare, risulterebbero del tutto inconciliabili con le colture e le produzioni tipiche di queste zone, a tutto danno delle attività agricole e zootecniche localizzate nell’area.”

 

Comunicato stampa del 7 dicembre 2007

 

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