
Per il Made in Italy alimentare è boom delle vendite. Da Pechino a New York impazza la moda del mangiare all’italiana. Pasta, pomodoro, mozzarella, parmigiano, olio extravergine e pizza sono antrati negli usi e costumi del cittadino globale.
Un modo di mangiare che, per storia e geografia, appartiene prima di tutto al Mezzogiorno che con questi straordinari ingredienti e una secolare cultura gastronomica ha saputo inventare autentici capolavori del gusto. Una miniera enogastronomica ricchissima. Per riuscire a sfruttarla in pieno servono figure professionali in grado di comunicare e promuovere il grande patrimonio di prodotti tipici del territorio.
Proprio per formare i nuovi specialisti del settore alimentare mediterraneo l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, in collaborazione con la Regione Campania, ha creato il primo Master in Europa in Tradizioni e culture dell’alimentazione mediterranea ideato dal noto antropologo Marino Niola, presidente della Città del gusto di Napoli.
Se è vero, come ipotizzava nel Settecento il grande gastronomo Anthelm Brillat-Savarin, che “il destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono”, e che come diceva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, “l’uomo è ciò che mangia”, allora riscoprire il valore identitario e la potenza comunicativa del cibo mediterraneo - attraverso il suo sistema simbolico, mitico e rituale di riferimento - permette di leggere e di valorizzare la grande cultura alimentare campana e mediterranea come risorsa e come vocazione economica per il futuro.

Anna Russo








