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LA BAMBINA CON LA PELLICCIA (Di anoressia si può guarire)

Fabiola De Clercq, Presidente e Fondatrice dell’ABA, è stata prima bulimica, poi anoressica. È guarita ed ha deciso di raccontare la sua storia per aiutare le migliaia di malate e malati segreti che, rifiutando di parlarne, non riescono a trovare la via di salvezza.

E.T.

EXPO TEATRO


Vetrina di drammaturgia contemporanea e nuovi linguaggi scenici


TEATRO COMETA OFF
– VIA LUCA DELLA ROBBIA 47 - ROMA

INFO: www.cometa.org/off/ - TEL 06-57284637


22-23-24 FEBBRAIO 2008 - ORE 22:30

LA BAMBINA CON LA PELLICCIA

(Di anoressia si può guarire)

Liberamente tratto da “Tutto il pane del mondo” di Fabiola De Clercq

Drammaturgia di Eleonora D’urso e Federica Bognetti

Con Federica Bognetti

Regia di Eleonora D’Urso

Disegno luci Claudine Castay

LO SPETTACOLO HA OTTENUTO IL PATROCINIO DELL’ABA.

foto intervento

Fabiola De Clercq, Presidente e Fondatrice dell’ABA, è stata prima bulimica, poi anoressica. È guarita ed ha deciso di raccontare la sua storia per aiutare le migliaia di malate e malati segreti che, rifiutando di parlarne, non riescono a trovare la via di salvezza. Tutto il pane del mondo è uno sconcertante documento sui disagi del vivere.

Dal libro che ha riscosso un enorme successo e che a distanza di 16 anni dalla sua prima pubblicazione continua a vendere più di 2000 copie all’anno, è nata l’ABA, l’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e l’obesità. Ad oggi, l’ABA ha 14 sedi sparse su tutto il territorio italiano.

La Bambina Con La Pelliccia


La Bambina con La Pelliccia
affronta la problematica del Sintomo anoressico-bulimico con la chiara volontà di mettere il pubblico in una posizione di ascolto e attenzione costante.

Partendo da Tutto il pane del mondo di Fabiola De Clercq, abbiamo, giorno dopo giorno, tessuto una griglia drammaturgica che rielabora i fatti narrati nel libro pur conservandone il senso e il valore profondo.

La protagonista della nostra storia è incinta di tre mesi, e lo dichiara fin dall’inizio intessendo un dialogo realistico con la propria pancia-bimbo.

Attraverso un susseguirsi d’immagini, ricordi e memorie, davanti agli occhi del pubblico, la nostra protagonista rivive la sua adolescenza, il trauma dell’inaspettato cambiamento del proprio corpo, la relazione con una madre assente, l’abuso subito a nove anni, la perdita del padre, il calvario del sintomo, il tutto narrato e rivissuto dalla sua condizione presente di mamma, di donna che ha scelto la vita rinascendo in se stessa.


La Bambina con La Pelliccia
diventa allora un monologo a più voci, poiché spesso il ricordo diventa realtà, ed il nostro personaggio-mamma non si limita solo a raccontare alla propria pancia-bimbo la sua storia, ma ne interpreta i protagonisti facendoli rivivere sul palcoscenico, secondo un’idea di gioco teatrale dove la messa in scena è appunto racconto: basta allora un movimento d’anca per diventare Jennifer, la ragazzina “perfetta” conosciuta durante l’adolescenza; un cappello, per far apparire in scena una madre assente i cui occhi non si vedranno mai; o è sufficiente indossare un completo da uomo per tramutarsi nel proprio stesso abusante.

Eleonora D’Urso

Comunicato stampa 18 gennaio 2008

Ufficio Stampa ABA

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tel. 02 29000226

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