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"Pian pianino ci lasciamo l'inverno alle spalle"

Già comincia a far capolino un tenue sole che riscalda i nostri week end, i primi asparagi selvatici arrivano sulle nostre tavole e con essi tutti gli abbinamenti ed i sapori pasquali.

Pian pianino ci lasciamo l’inverno alle spalle.

Già comincia a far capolino un tenue sole che riscalda i nostri week end, i primi asparagi selvatici arrivano sulle nostre tavole e con essi tutti gli abbinamenti ed i sapori pasquali.

Potremmo dilungarci a lungo sulle tradizioni culinarie pasquali, di un territorio a cavallo del Lazio e della Campania, quindi un territorio di contaminazioni gastronomiche e non solo ma rimando il tutto al più presto, quello che mi preme ora sono i ricordi dell’infanzia e dei miei nonni.



Sembra strano ma più volte cado in un gioco tra memoria ed olfatto alla maniera di Proust e delle sue madeleine. Questa era la stagione delle vacanze Pasquali e con l’arrivo delle belle giornate mi recavo dai nonni e vivevo qualche giorno a pieno contatto con la natura.

I miei nonni erano dei grandi lavoratori: il materno ha passato la vita nei campi ed ad allevare bestiame, il paterno aveva delle coltivazioni (per lo più granoturco) nella zona “Pantano” di Fondi nei pressi del lago ed era pescatore.

Memorabili le colazioni nel fienile dopo aver accudito il bestiame, o su un “Barchino” in mezzo al lago: del pane cotto artigianalmente che veniva consumato per una settimana, dei formaggi “Marzolini” fatti con latte misto un pò in tutta la zona (dal gusto e profumo deciso), dei pomodori appena staccati dalla pianta, qualche cipollotto fresco, una foglia di basilico e delle olive di Gaeta. Il tutto consumato in modo frugale. una sciacquata, un pizzico di sale e via.

Il profumo di quel basilico mi sembra ancora nell’aria, quei pomodori sodi e saporiti, il formaggio quasi aromatico con la sua sapidità pungente sono fissi nella mia memoria olfattiva come l’odore di tabacco dei nonni (dovuto al trinciato sempre in tasca).

Oggi giorno mi capita di pensare a loro e quei profumi mi tornano in mente, come a volte mentre giro per mercati vengo colto dai ricordi scaturiti dall’odore di origano, da un’annusata al basilico o da un assaggio di marzolina.

Profumi, odori e memorie che mi portano alla primavera, la mia primavera quando ragazzo correvo nei campi e facevo il bagno nei fiumi.

Il dono più bello dei miei nonni è stato questo crescermi come una piantina, accompagnarmi e darmi dei ricordi così belli e vivi.

L’amore per il profumo della terra ed il sapore dell’acqua.

Ogni mio piatto nasce da questo amore: da questi ricordi, rinascono ogni giorno in me le persone che ho amato e che amo. Spero di riuscire a dare queste sensazioni con la mia cucina ed un giorno trasmettere il tutto a mio figlio.

A voi, che ora correte per mercati, orti, montagne, porti e mari: annusate tutto, assaggiate, memorizzate e portate con voi la magia della primavera, della vita che rinasce.

Massimiliano Sepe

Dedicato ai nonni Domenico, Luigi, Livia, Giuseppina ed a mio figlio Francesco.

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