Questo sito contribuisce alla audience di

Duemila, il decennio del biologico

Sono sempre più numerosi i produttori biologici italiani. Il primato va alla Toscana, ma la Lombardia si conferma una delle regioni maggiormente in ascesa. Aumentano anche i controlli effettuati da Feder Bio e Asso Bio

Di una cosa possiamo esser certi: negli anni 2000 il mercato del biologico in Italia sta andando a gonfie vele.

Aumentano le vendite (l’anno scorso del 9.1% nei supermercati, mentre l’alimentare convenzionale è aumentato solo dell’1.2%) e aumenta anche il numero di chi decide di convertire le proprie colture al metodo biologico.

A fotografare questa situazione sono alcuni dati di Asso Bio e Feder Bio, due delle più importanti sigle del biologico a livello nazionale.

In Italia, le aziende biologiche superano ormai le 50.000 unità (51.065 per l’esattezza), l’88% delle quali sono agricoltori (45.000) che non utilizzano nemmeno un grammo di fertilizzanti e concimi chimici di sintesi, quasi 5.000 si occupano esclusivamente di trasformazione (vini, olio, formaggi, marmellate, pasta, salumi, ecc.), e distribuzione, e meno di 200 di importazione.

La regione con più imprese biologiche è la Sicilia, con oltre 8.000 aziende (7.500 produttori e 500 trasformatori). Ma mentre la produzione si concentra al sud (numerose sono le aziende anche in Puglia e Calabria), i consumatori si concentrano al nord, dove si trovano due terzi dei 1.100 negozi specializzati italiani. La spesa per l’acquisto di prodotti biologici è aumentata nel 2007 del 17.9% nel nord ovest e del 15.3% nel nord est.

In salute anche il biologico toscano e lombardo. In Toscana le cascine biologiche sono 2.249, alle quali si aggiungono 422 imprese di trasformazione e distribuzione, oltre a 194 altri operatori, in massima parte negozi specializzati; in Lombardia le cascine sono meno numerose (823), ma è importante il settore della trasformazione e distribuzione, con 435 imprese (praticamente una ogni due agricoltori).

Oltre alla quantità, migliora anche la qualità. Sono i produttori italiani a raccogliere il maggior numero di premi (si tengono numerosi concorsi e rassegne internazionali). Nel 2007 una confettura biologica italiana è stata premiata come miglior prodotto sul mercato danese (il concorso non era riservato ai prodotti biologici, ma prendeva in esame tutti i prodotti); la società tedesca per l’agricoltura Deutsche Landwirtschafts-Gesellschaft premia regolarmente con la medaglie d’oro prodotti biologici italiani. 8 medaglie d’oro (e 7 d’argento) su 13 del concorso internazionale Biocaseus 2008 sono andate a formaggi biologici italiani, e la lista potrebbe continuare.

Sono sempre di più, poi, anche i controlli effettuati dai 15 organismi accreditati per verificare che la produzione di queste aziende sia effettivamente biologica. Nel 2007, ad esempio, le ispezioni in Italia sono state oltre 62.000 (e 9.000 senza alcun preavviso). In Lombardia, le ispezioni sono state oltre 2.000, in Toscana oltre 4.500.

I numeri fin qui forniti sono molto significativi, soprattutto se messi in relazione alla situazione della produzione biologica in Italia di appena un lustro fa. Se si considera come punto di partenza l’anno 2000, infatti, ci si accorge in maniera lampante della crescita delle aziende che operano nel comparto biologico. Nel giro di sette anni in Lombardia le aziende bio sono passate da 927 a 1300 1337 (+44%) e in Toscana da 1395 a 2.865 con un incremento che supera il 100%.

Oltre che su un mercato nazionale e su un export in continuo sviluppo (la qualità dei prodotti biologici italiani e l’affidabilità del nostro sistema produttivo trainano le vendite in tutta Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Giappone), il mercato biologico comprende anche la ristorazione.

Leggi regionali e nazionali promuovono (quando non impongono in via esclusiva) l’uso di prodotti biologici nelle mense scolastiche. Sono così ogni giorno circa 1 milione i pasti biologici serviti a bambini e ragazzi, dai nidi d’infanzia alle scuole medie (solo a Roma i pasti biologici sono 140.000 ogni giorno). In tutto sono 731 i comuni (e tra loro praticamente tutti i capoluoghi di provincia) che offrono pasti scolastici biologici. Anche in questo particolare settore Toscana e Lombardia sono nella parte alta della classifica, rispettivamente con 91 e ben 113 comuni, seconde solo all’Emilia Romagna, che è leader con 133.

Comunicato stampa

Per informazioni: Ufficio stampa Saporbio:

Mabq – Tino Redaelli – tel. 0289289300 Mail. Tino.redaelli@mabq.com

Gianluca Maggiacomo – tel. 0698262330 Mail. Gianluca.maggiacomo@mabq.com

Le categorie della guida