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Scienza Cervello e Musica

La musica nella nuova dimensione cognitiva si presenta all'ascoltatore come interferenza costruttiva di coordinazione e di mediazione delle percezioni sonore ed immaginative create dal cervello.

SCIENZA CERVELLO E MUSICA: Sintesi I*


Paolo Manzelli pmanzelli@gmail.com

www.egocreanet.it www.edscuola.it/lre.html


Gli uomini dovrebbero sapere che da nient’altro, se non dal cervello, derivano la gioia, i piaceri, i dispiaceri e i dolori, così come lo sconforto e il lamento. Ed è mediante il cervello che noi acquisiamo saggezza e conoscenza e che possiamo sentire e riconoscere ciò che è cattivo e ciò che è buono… in questo senso, sono del parere che sia il cervello a esercitare sull’uomo il più grande potere. ( Ippocrate, sul male sacro - IV secolo a. C.)

Tecnologie “FNMR” di Visualizzazione Cerebrale

La scienza meccanica ha attuato una netta ma arbitraria separazione tra “soggetto ed oggetto” al fine di evidenziare la oggettivita’ del mondo macroscopico osservato. Di conseguenza proprio l’ aver focalizzato l’ attenzione sugli oggetti anziche’ sulle modalita cerebrali della percezione, la scienza meccanica, cosi come e’ nata in relazione allo sviluppo della societa industriale, ha escluso sistematicamente il fatto che la effettiva funzionalita’ del cervello, che ci permette la osservazione , viene a dipendere dalla sua strutturazione genetica ed inoltre dalla formazione creativa della mente. E quindi possibile favorire una piu’ cosciente revisione della funzionalita del sistema “mente/cervello” per affinare la fondamentale abilita scientifica di previsione cognitiva. Tale obiettivo e raggiungibile modificando i precedenti criteri di significazione della simulazione percettiva degli eventi attuata dal cervello umano. Infatti la percezione cerebrale per sua natura non puo’ mai rispecchiare fedelmente la realta’, dato che il cervello di fatto crea solo un facsimile di una realta’ antropomorfa, che ora puo’ assumere un valore storicamente piu’ adatto a favorire le effettive potenzialita’ evolutive di interpretazione e di comunicazione del cervello umano.

Sottolineiamo pertanto che la impostazione cognitiva della scienza meccanica ha condotto ad assumere un atteggiamento mentale che in sintesi puo ‘essere classificato come “realismo ingenuo “, poiche’ tende a far considerate ogni tipologia di percezione, come una mera registrazione sensoriale, inducendo un comune senso, secondo cui le immagini ed i suoni corrispondono fedelmente alla realta’ fisica esterna , come fossero un filmato di fotogrammi ovvero una traccia di suoni impressa su nastro magnetico.

Diversamente il cervello e’ una struttura oggettiva, la quale realizza, tramite la elaborazione di simulazioni cerebrali , sia la visione di immagini e colori che l’ udibilita’ di suoni e delle altre percezioni sensoriali le quali vengono ad esprimersi come sensazioni interiorizzate. Quest’ultime non sono quindi il risultato di un semplice riconoscimento, basato su la rispondenza biunivoca tra la realta fisica esterna ed il vissuto percettivo. Infatti il cervello, guidato dai stimoli sensoriali e processi mnemonici, di fatto costruisce “attivamente” le immagini e suoni che percepiamo, dandone in seguito una interpretazione significativa nel quadro storico delle concezioni acquisite.

Cio che vediamo e sentiamo e’ frutto di una simulazione cerebrale di cui oggi iniziamo ad intravedere il funzionamento dinamico, anche per mezzo della spettroscopia di risonanza magnetica funzionale. (FNMR). Pertanto per capire come il cervello abbia una funzione attiva nel produrre immagini e suoni, dobbiamo in prima istanza evitare di ritenerlo un semplice ricettore passivo di stimoli sensoriali, proprio perche diversamente da un computer esso opera attivamente come un sistema “auto-organizzato” di impulsi nervosi (spikes ovvero quanti di onde cerebrali), necessari per procedere nell’ indagine selettiva della informazione proveniente dagli stimoli bioelettrici provenienti dai sensi.

La azione attiva del cervello nel selezionare la informazione traducibile in simulazioni visive ed auditive , e stata dimostrata ad esempio dagli studi sulla “non casualita dei movimenti saccadici” del bulbo oculare , i quali vengono predeterminati dal cervello in base ad una azione di “auto-stimolazione” cerebrale proprio allo scopo di prevedere la rispondenza dei dati sensoriali visivi con le mappe –spazio-temporali, che predispongono la attivazione delle zone cerebrali piu adatte a definire la effettiva percezione visiva.

http://www.otoemissions.org/

www.oae.it/white_papers/files/zimatore_RQA_2003.html

Analogamente le cellule cigliate esterne della cloclea auditiva ( cioe della interfaccia tra il cervello e le vibrazioni acustiche) emettono una gamma di suoni (emissioni oto-acustiche); quest’ultime possono essere registrate ad es. per i test auditivi della sordita’, e che in vero possono essere perfino udite , quando tali emissioni sonore auto-indotte ,vengano amplificate, ( ad es. per ragioni di difettoso scambio osmotico delle membrane auricolari) , cosi che producono un fischio pulsante, che a volte sentiamo come un fastidioso e perseverante ronzio dell’ orecchio . (tinnitus o acufene).

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